Festival della Valle d'Itria: un'estate all'opera

Martina Franca. Si parte il 13 luglio con “Crispino e la comare” dei fratelli Luigi e Federico Ricci. Ma le date in programma sono tante e tutte da gustare

di Fernando Greco MARTINA FRANCA – L'inizio del Festival della Valle d'Itria segna l'apertura di un caleidoscopico scrigno di proposte musicali che da 39 anni a questa parte non smette di interessare il pubblico dei melomani di tutta Europa. Lontano dal facile cliché della kermesse vacanziera, anche quest'anno il Festival riserva molte ghiotte sorprese agli affezionati spettatori che affolleranno il delizioso cortile del Palazzo Ducale di Martina Franca, senza dimenticare anniversari illustri, in primis il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi (1813 – 1901) e di Richard Wagner (1813 – 1883), che continueranno a condizionare la programmazione artistica di tutto il 2013.

Giuseppe Verdi

Giuseppe Verdi

Richard Wagner

Richard Wagner Per il terzo anno consecutivo l'aspettativa è grande nei confronti della direzione artistica di Alberto Triola, che nelle due edizioni precedenti ha inanellato una serie di proposte interessanti sia riguardo la scelta del repertorio sia riguardo l'oculata selezione dei cast. // L'inaugurazione Si parte il 13 luglio (replica il 29) con “Crispino e la comare” (1850), opera buffa dei fratelli Luigi e Federico Ricci, che nel secondo Ottocento costituisce il canto del cigno di quella scuola pugliese-napoletana che, grazie a nomi del calibro di Cimarosa, Paisiello e Leo (solo per citarne alcuni), aveva dato tanto lustro al genere giocoso prima di cedere il passo al “ciclone” Rossini.

Luigi e Federico Ricci

Luigi e Federico Ricci Con i suoi topoi da Commedia dell'Arte (si pensi allo stereotipo del ciabattino, denominato Crispino come l'omonimo Santo patrono della categoria), “Crispino e la comare” riassume in sè echi del recente passato (Molière e Rossini davanti a tutti) per andare oltre, verso quell'umorismo fantastico e grottesco che avrebbe caratterizzato il secolo successivo. Discretamente celebre fino alla metà del Novecento, il “Crispino” nel 1938 divenne anche un film per la regia di Vincenzo Sorelli per poi cadere nell'oblio, salvo il brano “Io non son più l'Annetta”, saggio belcantistico di soprani famosi come Joan Sutherland. L'allestimento martinese segna la seconda importante ripresa dell'opera in tempi moderni dopo la messa in scena di Roberto de Simone prodotta nel 1986 dal teatro La Fenice di Venezia. Protagonista dell'opera sarà il basso Domenico Colaianni, artista di impagabile perizia nel repertorio buffo, affiancato dal soprano Stefania Bonfadelli, altro nome famoso nel Belcanto italiano, e dal giovane tenore Edgardo Rocha, scoperto proprio a Martina Franca nel 2010 con il “Gianni di Parigi” di Donizetti. La Comare avrà il timbro scuro e vellutato di Romina Boscolo.

Domenico Colaianni

Domenico Colaianni // Opera visionaria e simbolica Nel quarto centenario della morte di Carlo Gesualdo da Venosa (1566 – 1613) il secondo appuntamento del Festival (19 luglio) sarà costituito da “Maria di Venosa”, raffinata partitura di Francesco d'Avalos eseguita per la prima volta nel 1992 sotto la bacchetta dello stesso autore.

Carlo Gesualdo da Venosa

Carlo Gesualdo da Venosa La visionaria e simbolica opera di d'Avalos sarà messa in scena dal regista-coreografo Nikos Lagousakos che la descrive come “…una performance multimediale: videoinstallazione, musica, canto, videoart, danza, prendono corpo sgorgando da un possente nucleo centrale, metafora dell'anima e della coscienza… Con l'utilizzo di discipline diverse, essa mette in scena una ricerca visuale e corporea su patologie psicologiche come la melanconia, la depressione, la paura, la disperazione – persino i diversi volti della follia -, rispecchiando l'anima tormentata del protagonista, Carlo Gesualdo”. // Una protagonista d'eccezione Il bicentenario verdiano sarà celebrato dall'opera “Giovanna d'Arco”, terzo allestimento martinese (28 e 31 luglio) che vedrà come protagonista il soprano Jessica Pratt, popolare interprete belcantista dell'ultima generazione.

Jessica Pratt

Jessica Pratt Come per l'”Ernani” programmato da Rodolfo Celletti nel 1991, anche per “Giovanna d'Arco” il Festival intende riportare la creatività giovanile di Giuseppe Verdi nell'alveo del Belcanto italiano di primo Ottocento, sottraendola a interpretazioni di matrice drammatico-verista che pur trovano giustificazione nell'ambigua scrittura vocale verdiana, mai incasellabile in uno stile piuttosto che in un altro e perciò bisognosa di interpreti di grande levatura e formidabile poliedricità. // Largo ai giovani L'attività didattica, da sempre punta di diamante del Festival, si arricchisce quest'anno di un allestimento appositamente prodotto per i giovani allievi dell'Accademia “Rodolfo Celletti” che (14, 20 e 30 luglio) si produrranno nell'opera “L'ambizione delusa” di Leonardo Leo (1694 – 1744), ultima opera comica del grande musicista originario di San Vito dei Normanni.

Leonardo Leo

Leonardo Leo La partitura manoscritta, per voci e piccolo ensemble di archi, è stata revisionata per l'occasione da Luisa Cosi, musicologa del Conservatorio di Lecce. Oltre ai giovani dell'Accademia, il Festival coinvolgerà anche i giovanissimi nell'opera per bambini “Le falene” commissionata ad hoc alla giovane compositrice Daniela Terranova su libretto di Fabio Ceresa (regista della “Giovanna d'Arco”), in scena il 23 luglio. // Tante serate imperdibili… Ancora Verdi e la sua “Messa da Requiem” il 1° agosto, quando il capolavoro verdiano sarà affidato a Omer Meir Welber, direttore musicale del Palau des les Artes di Valencia. I quattro giovani solisti, peraltro già lanciati in una carriera internazionale, saranno Teresa Romano, Michela Nardella, Giorgio Berrugi e Gianluca Buratto. Un'ennesima serata di prestigio sarà quella del 21 luglio quando il tradizionale Premio del Belcanto “Rodolfo Celletti” sarà consegnato al famoso soprano statunitense Lella Cuberli, già protagonista del primo ventennio del Festival. Per l'occasione si esibirà anche il soprano Jessica Pratt, attualmente discepola della Cuberli.

Lella Cuberli

Lella Cuberli // Ricordando Wagner Il maestro Fabio Luisi, direttore principale del Metropolitan di New York e General Musikdirektor dell'Opera di Zurigo, sarà a Martina il 27 luglio per una serata dedicata a Richard Wagner nel bicentenario della sua nascita, durante la quale verrà eseguito il primo atto di “Die Walkure” con la partecipazione del tenore Ian Storey, già Tristan alla Scala e alla Fenice, e del soprano lituano Ausryne Stundyte, impegnata anche negli splendidi Wesendonck-Lieder. In tempi di crisi, è bello notare la collaborazione esistente tra il Festival e altri enti musicali pugliesi: protagonista di tutta la rassegna sarà l'Orchestra Internazionale d'Italia a cui quest'anno si affiancherà per la prima volta il Coro del Teatro Petruzzelli di Bari diretto da Franco Sebastiani, impegnato in maniera più cospicua nel “Requiem” verdiano. Gli archi coinvolti nell'opera di Leo saranno quelli dell'Orchestra della Magna Grecia di Taranto. Come ogni anno, il Festival sarà arricchito da numerosi concerti di musica sacra e cameristica, il cui programma è consultabile sul sito www.festivaldellavalleditria.it. In particolare si ricorda la serata “Wagner 200: originali, variazioni e trascrizioni” che vedrà l'esibizione del celebre pianista di origine leccese Francesco Libetta.

Francesco Libetta

Francesco Libetta

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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