Migranti nei campi di angurie. Niente è cambiato

Nardò. La denuncia della Cgil: nonostante i proclami e gli impegni assunti dal sindaco, i lavoratori vivono nel totale degrado

NARDO’ – Da giorni il camper della Flai Cgil è in attività nei campi della zona di Nardò, dove è in corso da tempo la campagna di raccolta delle angurie. Estese zone sono già state liberate dal prodotto da lavoratori migranti stagionali arrivati da tempo nell’area. Purtroppo rispetto agli anni passati la situazione non è cambiata. Anche quest’anno nel cosiddetto “campo degli ulivi” nei pressi della masseria Boncuri, si vedono i materassi e le tende sotto gli alberi e anche tante auto che sono utilizzate per spostare i lavoratori nei campi. E si vede anche l’ex falegnameria, luogo di incredibile degrado, allestita a dormitorio. Anche quest’anno ci sono giovanissime ragazze che si prostituiscono nella zona. Anche quest’anno, e molto di più rispetto agli anni passati, i casolari e le casupole di campagna sono tutti utilizzati come rifugio dai lavoratori migranti. Parlare con i lavoratori significa sentirsi ripetere che senza acqua non è possibile vivere. “Nonostante i proclami e gli impegni assunti direttamente dal sindaco Risi – riferisce Antonella Cazzato, segretaria confederale Cgil Lecce – al quale la Cgil più volte ha sollecitato un tempestivo intervento per sostenere le esigenze primarie di queste persone (carico di acqua e qualche bagno chimico), questo ad oggi, non è stato ancora fatto. Una situazione che sta provocando nei lavoratori un livello di esasperazione preoccupante. Tenuto conto del numero di persone presenti e che sta lavorando nei campi, l’area individuata dal Comune di Nardò nei pressi Sant’Isidoro e non ancora attivata risulta una risposta insufficiente. Per quanto tempo ancora si deve assistere a questa situazione di evidente emergenza, causata da una consapevole intempestività organizzativa, e di proclami a cui non seguono mai i fatti”? 10 giugno 2013 Raccolta delle angurie. Il territorio è impreparato di Laura Leuzzi NARDO’ – La raccolta stagionale delle angurie nelle campagne di Nardò partirà ufficialmente il 15 giugno, ma il territorio è impreparato all’accoglienza dei lavoratori. E’ l’esito del sopralluogo effettuato lo scorso venerdì da Emergency, cui hanno preso parte anche Flai Cgil, Cgil Lecce ed alcune associazioni di volontariato. La visita nelle zone utilizzate negli scorsi anni come riparo per i lavoratori stagionali stranieri, che arrivano nel territorio ogni estate per la raccolta delle angurie e dei pomodori, avrebbe reso evidente lo stato di totale abbandono in cui versano le strutture. “Abbiamo incontrato almeno 30 lavoratori all’interno della cosiddetta ‘falegnameria’ – hanno riferito Antonella Cazzato ed Antonio Gagliardi, rispettivamente segretaria confederale Cgil e segretario generale Flai Cgil -, struttura che è attualmente in uno stato di estremo degrado, a nostro avviso peggiore dello scorso anno, in cui manca ogni tipo di servizio, in primis acqua e luce, e che risulta circondata da alte mura che impediscono di vedere, a chiunque passi, le condizioni di chi vi si rifugia”. “Pochi metri oltre – hanno aggiunto Cazzato e Gagliardi -, si nota la situazione di abbandono della Masseria Boncuri, dove non è stato ancora realizzato alcun intervento per l’attivazione di servizi e sportelli”. Durante il sopralluogo è stato inoltre evidenziata l’assenza di un presidio di pronto intervento sanitario: il primo pronto soccorso è infatti a Copertino, a 11 chilometri da Nardò. Per questa ragione Emergency sta valutando l’opportunità di essere presente in zona con il Polibus, un ambulatorio mobile che presta servizio gratuito, per periodi definiti, in aree a forte presenza di migranti, come le aree agricole, i campi nomadi o i campi profughi. “Manifestiamo forte preoccupazione – hanno concluso i due rappresentanti sindacali -, data l’imminenza della stagione di raccolta, sulla tempestività ed efficacia degli interventi che le istituzioni interessate avrebbero dovuto già da tempo mettere in atto per garantire condizioni di accoglienza, quanto meno dignitose, per i lavoratori che stanno per arrivare, anche quest’anno, al di là delle previsioni che sottostimano il fenomeno. Alla preoccupazione si aggiunge l’amara constatazione sul fatto che si arrivi, per l’ennesima volta, a dover fronteggiare l’emergenza, quando si avrebbero ormai tutti gli elementi e gli strumenti utili per operare sinergicamente e per tempo”. Articoli correlati: Sabr. In aula i ‘caporali' Braccianti a Nardo. La Cgil sollecita un tavolo in Prefettura Il gusto amaro delle angurie Il caporalato delle angurie

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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