Cinque mesi per una ‘morfologica’. Bellanova e Capone interrogano il ministro

Roma. L’intervento dei due parlamentari salentini del Pd sulle liste d’attesa per un’ecografia prenatale denunciate dal Tribunale dei malati di Casarano

ROMA – Ripristinare un diritto che negli ospedali salentini di Lecce, Casarano, Gallipoli, Scorrano, appare essere negato: quello per ogni donna in attesa, di poter effettuare una ecografia morfologica entro le prime 23 settimane di gravidanza, senza essere costrette a scegliere tra il doverla effettuare a pagamento oppure essere inserite in una lista d’attesa lunga mesi. Dopo l’allarme lanciato dal Tribunale per i Diritti del Malato di Casarano sulle liste d’attesa nei presidi di diagnostica strumentale pubblici, i parlamentari del Pd Teresa Bellanova e Salvatore Capone hanno deciso di informare della questione il ministro della Sanità, sollecitando un intervento “per evitare una penalizzazione pesante inferta alle donne salentine che aspettano un figlio e l’attivazione di una interlocuzione immediata con gli enti preposti”. “La denuncia del Tribunale del Malato di Casarano – commentano Teresa Bellanova e Salvatore Capone – è quanto mai preoccupante perché evidenziare un disservizio grave, uno stato di profondo disagio per le donne in attesa, la possibilità di rischi eventuali per il feto non diagnosticati nei tempi necessari”. “Come donna e come madre – conclude infine Teresa Bellanova – comprendo benissimo la situazione in cui può trovarsi una donna quando viene informata che per un esame così importante può scegliere tra aspettare mesi, oppure effettuare la prestazione a pagamento. So per certo che qualsiasi donna, e qualsiasi coppia, sarebbe disposta ed è disposta a sacrifici grandi pur di sapere nel tempo consentito per eventuali scelte successive se il feto presenta anomalie. E so che la lesione del diritto alla salute e ad una gravidanza consapevole e serena inizia anche da qui”. Ecco il testo dell’interrogazione: INTERROGAZIONE a risposta in commissione BELLANOVA, CAPONE – Al Ministro della Salute Per sapere, premesso che: – sugli organi di stampa emerge una denuncia da parte del Tribunale dei diritti del malato di Casarano (Le) circa le lunghe liste di attesa per eseguire una ecografia morfologica. Da quanto si legge sembrerebbe che le donne in gravidanza siano costrette “fino a cinque mesi d’attesa per un’ecografia morfologica negli ospedali del Salento”; – questo esame diagnostico, che dovrebbe essere gratuito e garantito dal SSN, è di particolare importanza per le donne in gestazione, tant’è che rientra nei Lea. Lo si esegue con la finalità di studiare la morfologia del feto ed escludere una eventuale presenza di malformazioni, alla luce delle quali, poi, la legge italiana prevede la possibilità di scegliere l’interruzione volontaria della gravidanza. L’esame dovrebbe essere eseguito in un tempo ben determinato, entro la 23esima settimana,; – a fronte delle lunghe liste d’attesa sembrerebbe che molte donne si siano rivolte presso centri privati “pagando di tasca propria tra i 120 e i 150 euro”; – da ciò che si legge sembrerebbe che il Tribunale dei diritti del malato abbia avviato un monitoraggio della situazione, dal quale risulta che presso gli ospedali di Casarano, Gallipoli, Lecce e Scorrano questo esame diagnostico può essere eseguito solo a partire da settembre p.v.; – in tale situazione le gestanti che hanno una disponibilità economica potrebbero comunque e ingiustamente, dato che per le stesse è una prestazione che dovrebbe essere gratuita, eseguire l’esame a pagamento. Quelle donne incinta, invece, che non sono in condizioni di sostenere questa spesa rischierebbero di eseguire l’esame troppo tardi con conseguenze che potrebbero avere un riverbero non da poco sulla vita delle stesse e del feto; a fronte della difficile e grave situazione sopra esposta si chiede al Ministro in oggetto in che modo intenda intervenire per evitare una penalizzazione pesante inferta alle donne salentine che aspettano un figlio e se non ritenga opportuno attivare un dialogo immediato con gli enti preposti al fine di mettere in campo eventuali misure che possano ripristinare ciò che di fatto dovrebbe essere un diritto. Bellanova, Capone

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