Alimini, paesaggio da ricostruire. C’è il progetto

Otranto. Oggi la presentazione dello studio del Cuis di Lecce sulla valorizzazione del territorio di “Limine”

OTRANTO – Archeologia ambientale ai Laghi Alimini. Presso la sala Triangolare del Castello Aragonese di Otranto oggi (ore 16.30) si presenterà un progetto del Cuis (il Consorzio universitario interprovinciale salentino) molto particolare: la ricostruzione e valorizzazione del paesaggio storico e archeologico di “Limine”. Il progetto mira alla ricostruzione e valorizzazione del paesaggio storico e archeologico dei Laghi Alimini, attraverso gli strumenti scientifici dell’Archeologia Ambientale. Nello specifico, lo studio si propone di integrare l’indagine archeologica, finalizzata alla realizzazione di una banca dati e di una carta dei beni culturali diffusi attorno ai laghi (dal Paleolitico al Medioevo), con i dati relativi alla storia evolutiva dei bacini lacustri sulla base delle indagini geoarcheologiche e paleobotaniche che verranno effettuate nel distretto di riferimento. I prodotti di tale ricerca offriranno i contenuti scientifici per la realizzazione di una mostra temporanea dedicata al paesaggio storico e archeologico dei Laghi Alimini, e saranno tradotti in strumenti operativi utili alla corretta gestione e valorizzazione del territorio. I risultati della ricerca verranno poi divulgati mediante la pubblicazione di una monografia e costituiranno la base su cui impostare una strategia di sviluppo turistico che rafforzi le relazioni con l’identità del territorio, migliorando la fruizione e lo sviluppo di un turismo culturale e consentendo una corretta pianificazione territoriale. Alla presentazione di oggi interverranno Luciano Cariddi, sindaco di Otranto, Domenico Laforgia, rettore dell'Università del Salento, Antonio Gabellone, presidente della Provincia di Lecce e presidente Cuis, Luigi La Rocca, della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia, Mario Lombardo, direttore del Dipartimento di Beni Culturali, e Girolamo Fiorentino, docente di Archeologia e Paleoecologia, coordinatore dello studio.

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