Costituzione contro Telerama. Deciderà la Giunta

Lecce. Il Consiglio comunale ha appena deciso di rimettere la decisione alla Giunta, dando indirizzo negativo alla costituzione

LECCE – Sarà la Giunta comunale a decidere se il Comune di Lecce si costituirà o meno parte civile nel processo contro Paolo Pagliaro, editore di Telerama, il giornalista Michele Iurlano e l’operatore Andrea Giannattasio, per il servizio considerato lesivo dell’onore degli amministratori comunali leccesi. E’ quanto ha appena deciso il Consiglio comunale, chiamato a discutere dell’argomento direttamente dal sindaco Paolo Perrone. Con 19 voti favorevoli e cinque astensioni, l’assise ha stabilito di dare alla Giunta indirizzo negativo alla costituzione. La decisione ha tenuto conto della lettera di scuse inviata al sindaco dall’ex coordinatore del telegiornale di Telerama Danilo Lupo, nella quale il giornalista si è assunto piena responsabilità per la scelta del taglio, dei contenuti e del titolo del servizio, dichiarando che fosse “di carattere satirico, quasi goliardico”. Ci si aggiorna, dunque, alla decisione della Giunta. La prima udienza del processo è fissata per il 9 luglio. 21 giugno 2013 ‘Servizio oltraggioso’. Il Comune oggi decide se costituirsi parte civile contro Telerama LECCE – Si preannuncia denso e partecipato il Consiglio comunale che si aprirà tra poco (la convocazione è per le ore 10.30) a Palazzo Carafa a Lecce. Molti sono i punti all’ordine del giorno e tutti di attualità in quanto toccano questioni di grande interesse per i cittadini: la sorte del mercatino multietnico, il piano sosta e della mobilità cittadina, la variante alla Regionale 8 tra la tangenziale Est e Melendugno, la riqualificazione urbanistica e commerciale del centro antico, le indennità per i componenti il Consiglio comunale. E, al punto 1, le “comunicazioni del sindaco”. Sotto questa voce rientra, tra le altre, una questione che ha fatto parecchio “arrabbiare” l’Amministrazione comunale, legata ad un servizio giornalistico andato in onda sull’emittente televisiva Telerama nell’ottobre 2011. Argomento del servizio, il consumo di droga a Palazzo Carafa. La questione scoppiò in seguito alle indagini condotte nell’ambito dell’operazione Augusta condotta dai carabinieri del Ros di Lecce dalle quali emersero rapporti di alcuni politici con membri del clan Rizzo della Sacra Corona Unita dedita allo spaccio di cocaina. Allora la cosa fu una vera bomba; i consiglieri si precipitarono ad effettuare le analisi delle urine ed i test tricologici per dimostrare ai cittadini di essere “puliti” e zittire l’inevitabile chiacchiericcio che ne scaturì. E, sempre in quei giorni, su Telerama andò in onda un servizio nel quale si mise su una finta cessione di droga e, presso un banchetto collocato ad hoc fuori da Palazzo, vennero fermati gli amministratori leccesi ai quali venne offerto l’“affare”. A qualcuno quel servizio sembrò poco rispettoso della classe politica e di cattivo gusto. Al punto che l’editore di Telerama Paolo Pagliaro, il giornalista e l’operatore che lo realizzarono ora si trovano rinviati a giudizio per il reato, in concorso, di oltraggio a corpo politico, amministrativo o giudiziario dello Stato ed ora rischiano una pena dai sei mesi ai tre anni di reclusione. La parte lesa? Il sindaco Paolo Perrone. Che oggi, appunto, potrebbe proporre al Consiglio la costituzione in difesa dell’onore di consiglieri ed assessori. Lo scorso 4 giugno l’allora coordinatore del telegiornale di Telerama, Danilo Lupo, ha scritto a Perrone per porgere le proprie scuse e spiegare come il servizio fosse “di carattere satirico, quasi goliardico” e non da “clima di caccia alle streghe” come invece “si avvertiva in alcuni settori della città, sia da un flusso mediatico nel quale tutta l’informazione del territorio faceva, viceversa, largo uso di indicativi e scarso utilizzo di condizionali”. Nella lettera di scuse, Lupo ha affermato che l’articolo non aveva alcun tono diffamatorio, portando a prova di questa tesi il titolo del servizio: “Coca a Palazzo Carafa? Nessuno la vuole”. Lupo ha inoltre si è inoltre attribuito ogni responsabilità per l’accaduto, spiegando come, nella veste di coordinatore del giornale, avesse concordato con l’autore del servizio il taglio, i contenuti ed il titolo: “In ogni caso, quale che sia il giudizio che si dà del servizio in questione – scrive Lupo -, è un giudizio che rivendico pienamente alla mia responsabilità, come coordinatore del telegiornale di Telerama. Se il servizio è stato difforme dalle norme di legge, dalle regole professionali e anche semplicemente dalla continenza informativa, la responsabilità è del sottoscritto. Da coordinatore del telegiornale ho discusso del taglio, dei contenuti e del titolo con l’autore del servizio (e solo con quest’ultimo)”. Al Consiglio di oggi decidere se le scuse via missiva di Lupo siano sufficienti o se invece sia il caso di andare avanti in nome dell’onore dei membri dell’assise e procedere con la costituzione a parte civile nel processo.

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