Io sto con i violenti di domenica

Non condivido la violenza, questo mai. Nemmeno li giustifico, ovvio, ma di sicuro non credo che siano da emarginare, da guardare come se fossero gli “scemi” del grande villaggio mass comunicativo pallonaro

Io sto con i violenti di domenica. Non nel senso che condivido la violenza, questo mai. Ma nel senso che non li condanno. Nemmeno li giustifico, ovvio, ma di sicuro non credo che siano da emarginare, da guardare come se fossero i “figli stupidi” del Grande Padre o gli “scemi” del grande villaggio mass comunicativo pallonaro starlettato di massa. Oggi tutti a condannare e criticare. E ad “isolare i violenti”. “Lecce non merita questo”. Non ho ancora letto tutte le dichiarazioni, ma mi aspetto una vibrante presa di posizione anche da parte di Loredana Capone. Molta gente non sa nemmeno dove sia lo stadio di Lecce (solo l’Assessore Alessandro Delli Noci ha rinunciato alla tessera omaggio che gli sarebbe spettata per la tribuna centrale per continuare ad andare in curva come ha sempre fatto), ma sono tutti pronti a inondare le redazioni delle tv locali di comunicati stampa contro gli eccessi del tifo ultras. Dichiarazioni che hanno l’originalità e la profondità di riflessione sul fenomeno pari a quella del Dopofestival di Sanremo: ma l’importante è che per due virgola otto secondi l’immagine dell’assessore o del presidente di commissione abbia solcato l’etere raggiungendo tutti i salentini. Ovviamente i giornalisti sono a disposizione per riportare frasi, dichiarazioni, commenti, prese di posizione, interventi, autorevoli opinioni, note, dispacci, veline. E, se ce ne sarà il tempo, immagino già il servizio di Telerama che intervisterà i leccesi in Via Trinchese sull’argomento. Fin qui la cronaca annunciata di una giornata di ordinaria follia mediatica. Dico “ordinaria” perché avrebbe avuto la stessa struttura nel caso avesse vinto il Lecce con annessa promozione nella serie cadetta (così mi uniformo anch’io alle frasi fatte…). Sarebbe cambiato l’argomento, ma non l’organizzazione dell’informazione. Ancora commenti, comunicati, note, fax per esprimere la soddisfazione per il risultato conseguito, poi la voce del popolo leccese di Via Libertini e il servizio sulla “cavalcata dei giallorossi”. Io chiedo: che differenza c’è tra spaccare una vetrina ed evadere le tasse? Più grave la prima o la seconda? Penalmente non lo so. Moralmente non ci sono dubbi: il primo è un gesto di violenza figlio di un momento di rabbia, follia, ribellione, sicuramente da condannare e, soprattutto, da curare. L’evasione delle tasse, invece, è un furto a milioni di persone (cioè tutti coloro che pagano onestamente quanto dovuto) organizzato con lucidità e progettato nei minimi dettagli da menti finissime che dedicano le proprie energie migliori nell’escogitare raffinati metodi per rubare e fare danni alla società. Per non parlare del territorio devastato dagli abusi edilizi con migliaia di assessori e dirigenti di uffici tecnici compiacenti e complici. Ovviamente, su questo, nessun commento, intervista, condanna, indignata reazione, profonda costernazione di alcun esponente politico. Invece fa comodo parlare degli eccessi ultras. Assolve tutti. Loro, violenti, barbari, facinorosi e puzzolenti; la società, invece, civile, onesta, laboriosa e profumata. Chiedo: cosa hanno fatto di diverso gli Ultras del Lecce, ieri, da ciò che ogni giorno fanno i nostri migliori campioni della politica? Se si potesse fare una classifica dell’orrore cosa sarebbe più grave: sfasciare una macchina della polizia o devastare Taranto con i fumi dell’Ilva con il silenzio connivente dei partiti dell’intero arco costituzionale? Le scene di domenica al Via del Mare sono figlie della società. Se davvero a scagliare le pietre dell’accusa fossero solo quelli che non hanno peccati, della violenza ultras non potrebbe parlarne quasi nessuno. Non dico che non se ne debba dare cronaca e trarne esempi negativi, ma sarebbe bello vedere fotografi e giornalisti e politici indignarsi e prendere posizioni altrettanto dure quando viene pescato qualcuno che intasca una mazzetta. Certo, che se poi abbiamo anche l’ex Direttore Amministrativo dell’Università arrestato per tentata concussione, al confronto i tifosi scatenati sembrano solo bambini un po’ irrequieti. Con una differenza sostanziale: gli ultras ci mettono la faccia e perdono la reputazione e pagano in prima persona le loro violenze. Le violenze della classe dirigente alle nostra tasche, alla nostra tranquillità, alla nostra vita, al nostro futuro, chi le paga? PS: lo stadio di Lecce fa abbastanza schifo. In curva la partita si vede malissimo. Ma i politici dalle tessere omaggio e i giornalisti della tribuna stampa difficilmente potranno mai notarlo.

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