Violenza allo stadio. Gabellone difende i veri tifosi

Lecce. Dopo l’accaduto di ieri al Via del Mare, il presidente della Provincia chiede di non generalizzare le colpe

LECCE – I tifosi del Lecce non sono quelli della guerriglia, ma quelli della gioia e del supporto alla propria squadra del cuore. Ne è convinto il presidente dela Provincia di Lecce Antonio Gabellone che chiede, dopo i brutti episodi di ieri al Via del Mare, chiede di non generalizzare. “Condannare la violenza è certo, ma ora non si generalizzi – dice -: il pubblico di Lecce non è quello della guerriglia, è quello che ieri ha riempito il ‘Via del Mare’ con oltre 10mila presenze (per la serie C un lusso), quello che ha gioito e sofferto per novanta minuti, quello che l’anno scorso di questi tempi era a Verona, in migliaia, per salutare con applausi e calore una squadra appena retrocessa, un episodio positivo che guadagnò le prime pagine di tutti i giornali per sportività e senso della sconfitta”. “Lecce – continua il presidente di Palazzo dei Celestini – non passi per la città della violenza a causa di un episodio isolato quanto efferato. Lecce non lo merita e non lo merita il Salento. Purtroppo resterà in secondo piano l’applauso ai giocatori del Carpi per il campionato vinto, come resteranno in secondo piano gli errori e le colpe tecniche di una stagione clamorosamente gettata al vento. Ora occorre solo assicurare alla giustizia chi ha sbagliato e ripartire, subito, immediatamente, per riportare a Lecce il calcio che conta”. Articoli correlati: Guerriglia fuori il Via del Mare Capone su violenza al Via del Mare: ‘vergognoso'

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