Storia degli ebrei salentini

Lecce. Si presenta il libro di Ghio sulle comunità ebraiche nel Salento e la loro eredità culturale. Appuntamento nella serata del 12 giugno prossimo

Mercoledì 12 giugno 2012 alle ore 18.30 presso la Fondazione Palmieri (ex Chiesa di San Sebastiano), Vico dei Sotterranei a Lecce, sarà presentato il volume “Comunità ebraiche nel Salento, una scomparsa silenziosa. La presenza ebraica in Provincia di Lecce e la sua eredità”, curato dall’architetto Fabrizio Ghio per le Edizioni Esperidi. Intervengono: A. Galati (Consigliere Regionale Commissione Cultura), F. Ghio (Autore), G. Giangreco (Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici), S. Godelli (Assessore al Mediterraneo Cultura e Turismo), F. Lelli (Docente di Letteratura Ebraica, Università del Salento), M. R. Tamblé (Archivio di Stato di Lecce), C. Martino (Edizioni Esperidi). Modera: A. Caputo (Presidente Arci Lecce). Il volume illustra le alterne vicende della presenza ebraica nel Salento leccese, fino al bando del 1541, attraverso le testimonianze presenti nell’urbanistica e nella toponomastica dei centri abitati, servendosi di dati epigrafici, artistici, letterari e d’archivio, senza tralasciare quanto proviene dagli echi della cultura, della tradizione e della cucina locali. Fabrizio Ghio è un architetto specializzato in archeologia classica, vive da quasi un ventennio a Lecce dove opera occupandosi di indagine, documentazione, restauro, musealizzazione, valorizzazione e fruizione di aree archeologiche e beni culturali in genere. La presenza ebraica nel Salento è attestata sin dall'antichità. Ma fu durante il periodo Normanno-Svevo che le comunità ebraiche si diffusero maggiormente in tutta la regione, con la presenza di ricche comunità a Lecce, Brindisi, Manduria e Oria. I quartieri ebraici era adiacenti ai centri cittadini dell'epoca e ne sono pertanto ancora visibile le tracce nei centri storici, dove in alcuni casi sono visibili i piccoli balconi ornati e i tipici camini. Gli Ebrei, infatti, pur essendo una comunità indipendente e con una forte matrice culturale e religiosa propria, abitavano assieme ai “cristiani”, parlando la lingua del luogo. gli ebrei salentini iniziarono a sparire quando, alla fine del 1200, Carlo II d'Angiò, nell'intento di ridurre il loro numero e la loro presenza nel suo regno, promosse significative esenzioni fiscali per gli Ebrei che si convertivano al Cristianesimo. Nel 1555 dopo la bolla di papa Paolo IV, furono istituiti i ghetti che portarono quasi tutti gli ebrei a lasciare il Salento nel XVII secolo.

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