Le voci contrarie al nuovo commissario ILVA

Bari. Vendola in consiglio regionale: “formula giusta ma persona sbagliata”. Sulla stessa linea Mazzarano e Laddomada

Ampio dibattito oggi, in aula consiliare della Regione Puglia, sulla vicenda dell'Ilva di Taranto. Il presidente Nichi Vendola ha chiarito il suo pensiero in una comunicazione ai consiglieri: “Intendo continuare a chiedere al Parlamento, dopo averlo chiesto al Governo – ha detto Vendola – che nella conversione in legge del decreto, si porti a compimento la rivoluzione iniziata con il commissariamento: la formula è giusta, la persona è sbagliata”. Il governatore chiarisce come non si tratti di un giudizio negativo sulla persona di Bondi, ma “che al governo è mancato un ultimo pezzo di coraggio. Ha percorso tutta la strada tranne l'ultimo metro. Nominare commissario chi ha avuto incarico di amministratore delegato dell'Ilva è incomprensibile e deprimente”. “Il decreto – secondo Vendola – segna comunque un punto di cambiamento reale: per la prima volta l'autorità di governo si confronta con le decisioni dell'autorità giudiziaria senza percepirle come un'invasione di campo. Si è capito che la famiglia Riva non è affidabile dal punto di vista del calendario degli interventi di ambientalizzazione e del rispetto delle prescrizioni dell'Aia”. “Il commissariamento – ha aggiunto Vendola – non è un esproprio ma l'estromissione della proprietà nella gestione attuale. Siamo grati a chi rompe una storia che talvolta è stata di omertà istituzionale. Ora si specifichi bene che va affermato il primato del diritto alla salute, è alla luce di questo primato che può essere salvata Ilva. Taranto dopo aver subito uno stupro ecologico dal dopoguerra ad oggi affronta una questione economica-sociale che rischia di esplodere”. È giunto il momento, secondo il Presidente della Regione Puglia “nel quale tutta la politica e tutte le articolazioni dello Stato prendano atto di quello che è accaduto e cambino l’approccio al problema Ilva. Per salvare l’azienda bisogna, dal mio punto di vista, rispettare due condizioni: la prima è che l’esercizio della vita di fabbrica sia condizionato al pieno rispetto del diritto alla salute. Non si tratta di costruire strani equilibri astratti, ma di dire che la fabbrica, per produrre, non deve nuocere alla salute dei tarantini”. Nel dibattito spazio anche ai consiglieri, con l'intervento del consigliere de La Puglia per Vendola, Francesco Laddomada che ha chiarito come “rispettare i parametri europei può non bastare, se alle spalle c’è un lungo periodo di degrado e un territorio compromesso”. Ha proseguito Laddomada che “bisogna risanare e andare oltre l’acciaio di massa e far rifiorire gli altri comparti economici dell’area jonica fin’ora penalizzati, se non addirittura cancellati della dignità di settori produttivi. L’Italia deve trasformare la tragedia in un’opportunità di pianificazione di progetti nazionali di riconversione in produzioni competitive ed eco-compatibil”. Laddomada rileva che Taranto è rimasta il maggior produttore di acciaio primario in Europa e che è la prima volta che un Governo “Blinda” l’AIA di un’azienda in una Legge, la 231. “Sebbene risalga al 26 ottobre 2012 l’AIA che imponeva all’Ilva cosa fare per abbattere l’inquinamento dell’area a caldo – dal parco minerali alle acciaierie passando per gli altiforni, a Dicembre c’è stato l’intervento del Legislatore anche per evitare l’ulteriore, e ormai necessaria e supplente, azione della magistratura”. Laddomada sottolinea inoltre che “ogni mese vengono bruciati a Taranto circa 50 milioni di euro, esattamente la cifra che serve per pagare i circa 12 mila dipendenti; se si proietta questa cifra sull’anno arriviamo a circa 600 milioni di euro. Una somma significativa che rappresenta un ostacolo a qualunque ipotesi di passaggio di proprietà”. Anche per il Consigliere regionale del PD, Michele Mazzarano “va nominato un esponente autorevole della cultura e della coscienza ambientalista nazionale a subcommissario nella struttura, prevista dal Decreto sull'Ilva, che sovrintenderà la rigorosa applicazione dell'AIA”. “Siamo di fronte ad un atto, quello del Governo, – ha proseguito Mazzarano – di portata eccezionale perché avoca alle funzioni dello Stato quelli che dovevano essere gli obblighi della proprietà su cui grava una verticale caduta di credibilità etica e finanziaria. Rischiamo però che la nomina di Bondi, e il giudizio controverso scaturitone, appanni la forza e il coraggio del provvedimento del Governo. Il completamento della struttura commissariale può essere l'occasione per coinvolgere tutte le sensibilità che guardano con apprensione alla vicenda Ilva”

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