Duro comunicato del Codacons Lecce

Lecce. Il Comune lancia l'assalto alla diligenza. Sulla pelle dei cittadini

Non c’è più tranquillità fra i cittadini quando il Comune, l’Ente che dovrebbe garantirti protezione ed equità, decide di assaltare la diligenza dei leccesi con la voracità e la ferocia della peggiore e della più cattiva tribù indiana. Non manca giorno in cui a Palazzo Carafa non ci sia riunione, incontro, dibattito che non sia teso ad aumentare oltre ogni limite ed oltre ogni sopportazione la pressione economica sui cittadini della nostra amata città. L’unico obbiettivo amministrativo che questa giunta vuole perseguire è quello di continuare a tartassare i cittadini con imposte dirette ed indirette. Anche a volerlo cercare con il lanternino non c’è uno straccio di progettualità, di visione globale della città alla base dei recenti aumenti dei balzelli da parte di questa amministrazione comunale. Tutto si riduce a fare cassa, tutto si riduce a drenare, con pervicace fermezza, i soldi dai cittadini e senza che questo assalto alla diligenza produca nel “passeggero-cittadino” la benché minima fiducia nel futuro. L’ultimo assalto, in ordine di tempo, si è avuto sugli aumenti dei servizi di sosta nella città di Lecce, aumenti che, in alcuni casi, hanno sfiorato il 30%. Tali aumenti non sono giustificati da alcun concreto motivo se non quello di fare cassa, se non quello di continuare pervicacemente ad “assaltare la diligenza”. Il Comune, per giustificare l’enorme aumento del grattino, in un periodo di gravissima crisi economica per le famiglie, afferma che ciò è fatto in virtù di un “adeguamento Istat” previsto in contratto e mai operato verso la SGM (partecipata pubblica al 51%). Quindi, ancora una volta l’ennesima volta, l’obiettivo è fare cassa, chiedere soldi ai cittadini che sono semplicemente chiamati a coprire inefficienza, carenza di progettualità, totale assenza di visione nel futuro. I soldi che ancora una volta ci chiedono, non servono per migliorare il servizio di trasporto pubblico che anzi è stato tagliato, non servono per razionalizzare il servizio parcheggi in città, che ha sempre le stesse endemiche carenze, non serve per creare nuovi posti auto in periferia così da evitare che le auto arrivino in centro nella speranza di trovare un posto, non servono per migliorare la mobilità alternativa, non servono per migliorare l’aria o la vivibilità della città, non servono per le piste ciclabili, non servono neanche per garantire i servizi minimi degli asili nidi o dei servizi sociali, o per coprire l’enorme buco di bilancio della società Lupiae servizi (salvando i relativi posti di lavoro). I soldi che, ancora una volta, il Comune drena dalle tasche dei cittadini servono per fare cassa, e servono per rimpinguare le casse di una società che pochi mesi fa (lo ha detto con limpidezza il Consigliere Carlo Salvemini) ha distribuito ai propri soci oltre tre milioni di utili accantonati. Le società per azioni hanno scopo di lucro, ma l’impresa, anche quella privata, non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale, o in modo da arrecare danno alla sicurezza, alla libertà o alla dignità umana. Così come la proprietà, qualunque proprietà, deve essere esplicata in modo da assicurarne la funzione sociale. La città di Lecce, non garantisce in alcun modo una mobilità alternativa degna di questo nome, non garantisce adeguati stalli per il parcheggio, non garantisce un servizio di trasporto pubblico adeguato alle esigenze della collettività e costringe i più ad utilizzare la propria auto, costringendolo poi a pagare esosi balzelli per la sosta. Un atto di lealtà civile comporterebbe l’obbligo morale, prima che politico ed economico di ritornare sui propri passi e congelare gli aumenti. Ma conoscendo il Comune di Lecce, che si è mosso tardi e male già in relazione agli aumenti delle rendite catastali, ciò non potrà avvenire.

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