Cemento sull'antica strada dei Messapi

Campi Salentina. Ruspe in azione sul sito archeologico del viadotto messapico-romano. Cronaca di una infrastruttura inutile e dannosa

Negli anni ’80 venne ritrovato a Campi Salentina un importante reperto storico, i resti della via messapico romana che univa i più importanti centri dell’epoca, sulla San Donaci – Campi, in località Sirsi Grande. repertiUn sito intoccabile perché proprio su questa strada venne ritrovata la testa di Afrodite Messapica del IV sec ac ed altri reperti che testimoniavano che nelle vicinanze esisteva un tempio, niente di più probabile che questo fosse lungo la strada messapica. A Maggio del 2012 con degli amici organizzammo un’escursione per visitare la messapicavia messapica. In linea d’aria con la masseria Sirsi vi erano oliveti ed un canale dell’acquedotto per la bonifica, non riuscimmo a trovare il reperto. In seguito abbiamo saputo che questo era stato stranamente coperto dalla terra per non rovinarlo, cosa alquanto insolita e sospetta. Da quando lessi i vari articoli sulla strada provinciale Porto Cesareo-Casalabate, sulla quale il fondo ‘FAS’-piano sviluppo sud, ha sovvenzionato 8 milioni di Euro, sono stata all’erta, in quanto in un articolo vi era scritto che la provinciale doveva passare da campi, unendo Veglie, Salice, Campi, Squinzano, l’unica traiettoria possibile per questo collegamento è appunto la vecchia via messapica. Stranamente l’esistenza di questo interessante reperto archeologico è stata occultata, tanto che molti giovani archeologi e storici hanno ricostruito la traiana messapica senza tener conto che passava dalla cupa di Campi, alcuni perché non si spiegavano la traiettoria, altri perché ignoravano l’esistenza di questo tratto. L’altra settimana percorrevo la San Donaci – Campi per controllare le cicogne che hanno nidificato su questa strada. Giunta nei pressi della masseria Sirsi grande, ho visto ruspe che sradicavano alberi di ulivo e scavavano una strada alla destra del canale. Il giorno dopo hanno scavato un’enorme buca sempre alla destra ed ho visto portar via con camion, insieme alla terra, pietre megalitiche e cocci di terracotta. Al ritorno ho notato che si era aperta una grande voragine, avevano messapicainterrotto i lavori ed una macchina scura portava via qualcosa. Le ruspe sono rimaste ferme 24 ore, ho notato un via vai di gente. Il giorno dopo hanno ricoperto la voragine ed hanno scavato nel canale, hanno sospeso la strada iniziata sulla destra e l’hanno costruita sulla sinistra del canale. Ho chiesto ad amici legati alla politica locale cosa stesse accadendo, mi hanno risposto con spontaneità: “Ah si! lì deve passare la Porto Cesareo-Casalabate; saranno iniziati i lavori…”. Quando le ruspe sono andate via, mi sono avvicinata, ho letto il cartellone e con mia sorpresa ho scoperto che si trattava di un appalto concesso alla ditta Sirsi per la prevenzione dei danni idrici naturali ed il controllo delle vore. Era necessario costruire una strada per questo? Sono andata alla ricerca dell’appalto ed ho scoperto che si trattava di fondi messapicaregionali per TUTELARE L’AMBIENTE, IL PAESAGGIO NATURALE, ARCHEOLOGICO ED ARCHITETTONICO. Nel documento il Comune di Campi nominava come reperti archeologici solo i menhir, nessuna parola sul viadotto, sull’epigrafe messapica, sull’Afrodite messapica. La zona Madonna dell’alto e masseria Sirsi grande erano segnalate come a rischio elevato di inondazioni, zone agricole di interesse architettonico. Eppure sui vari siti comunali vengono presentate come siti archeologici. Sradicare alberi, cementare vore, scavare in modo distruttivo in un sito archeologico senza la presenza della sopraintendenza o di un archeologo, costruire una strada che collega la San Donaci-Campi con la Squinzano-Campi, vi sembrano opere di prevenzione di danni idrici naturali? Inoltre personalmente e con lettera raccomandata avevo sollecitato il sindaco messapicaa tutelare l’habitat della coppia di cicogne bianche che hanno nidificato sulla San Donaci-Campi, a fare intervenire, utilizzando i fondi regionali per l’ambiente, i vari enti di competenza, compreso il ‘gruppo acquariofilo salentino’ per ripristinare gli acquitrini naturali. Si era impegnato di fronte a testimoni e qualche giorno dopo ha fatto sradicare vore per evitare ogni eventuale acquitrino ritenuto ‘pericolosissima inondazione naturale’. Tutto questo mi sembra più che altro una mascherata per avviare una strada inutile che taglia in due il Salento e toglie all’entroterra ogni possiblità di incrementare il turismo, intascando 8 MILIONI DI EURO, in più i fondi per l’ambiente. Anticipando il rischio elevato di inondazioni sui pendii della madonna dell’alto. Vedremo ruspe e cemento anche lì con il cartellone ‘prevenzione di danni idrici’, spianeranno la strada alle pale eoliche. Torniamo ai danni: ulivi sradicati, devastazione di un sito archeologico. I RESTI DEL VIADOTTO MESSAPICO? Per sapere se esistono ancora dovrò fare un sopralluogo con l’archeologo che li ha rilevati. I lavori di prevenzione alle terribili inondazioni dureranno 40 giorni, per il momento sono sospesi. Vi terrò informati sugli sviluppi dell’increscioso intervento.

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