‘Salviamo le partecipate’. Dal Consiglio ‘sì’ unanime

Lecce. La Provincia ha modificato lo statuto di Alba service e Nuova Salento Energia per scongiurare lo scioglimento della due società

LECCE – Tutti d’accordo sul futuro delle partecipate. Nella seduta straordinaria di ieri il Consiglio provinciale ha approvato all’unanimità, anche con i voti della minoranza, la ricognizione e qualificazione delle attività affidate alla società partecipate Alba Service spa e Nuova Salento Energia. Tale ricognizione ha reso necessarie la modifica degli statuti delle due partecipate e l’approvazione delle nuove Carte dei Servizi che, di fatto, garantiranno le società contro i rischi di messa in vendita o liquidazione. Secondo quanto previsto dall’articolo 4 della legge sulla “spending review”, tutte le partecipate delle pubbliche amministrazioni devono essere vendute ai privati entro giugno 2013 attraverso bando pubblico. E, nel caso in cui non si trovi un compratore, però, obbligatoriamente sciolte entro il 31 dicembre 2013. Ma, con la delibera approvata dall’assise consiliare, Alba Service e Nuova Salento Energia proseguiranno il loro iter amministrativo con la relativa tutela dei livelli occupazionali. “La legge di revisione della spesa – ha spiegato il presidente della Provincia Antonio Gabellone – esclude dai tagli tutte le Società che svolgono servizi di interesse generale, così come stabilito dall’Unione Europea, servizi che interessano la sicurezza sociale, il sistema sanitario, l’assistenza sociale e quelli legati all’impiego delle persone e alla formazione professionale, l’assistenza all’infanzia e alle persone anziane. Noi abbiamo voluto riconoscere questo vestito alle nostre due società e proprio in considerazione di ciò abbiamo proceduto ad una ricognizione dei servizi svolti da Alba Service e Nuova Salento Energia, anche grazie al lavoro dell’assessore alle Società partecipate Silvano Macculi”. Dal suo canto Macculi ha rimarcato come “i rispettivi ambiti di intervento rientrano nelle macro-aree della sicurezza, della salute e naturalmente dei trasporti. Che possono considerarsi a pieno titolo servizi di interesse generale. Questo nostro intervento, di conseguenza – ha proseguito Macculli -, garantirà la salvaguardia complessiva dei circa 200 posti di lavoro. Consegnare le società senza tutele e senza paracadute alla scure degli effetti della spending review avrebbe potuto avere conseguenze catastrofiche sulla stabilità occupazionale dei lavoratori delle rispettive aziende e, di conseguenza, anche sulle loro famiglie”.

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