Parrucchiere per signora. Dichiarazione dei redditi? Un optional

Lecce. Denunciati alla Procura le titolari di due saloni e l’amministratore di fatto di uno dei due

LECCE – Negli anni dal 2007 al 2012 avrebbero omesso di dichiarare ricavi per circa mezzo milione di euro, commettendo altre irregolarità di natura tributaria e contributiva. Due saloni di parrucchiere per signora sono finiti nel mirino della Guardia di finanza di Lecce. In particolare, la titolare del primo salone avrebbe occultato ricavi per circa 325mila euro, omettendo di dichiarare e versare Iva per oltre 115mila euro ed avrebbe impiegato tre lavoratori “in nero”, omettendo il versamento dei contributi lavorativi per un importo superiore a 5mila euro. La seconda avrebbe omesso di dichiarare ricavi per oltre 151mila euro e Iva per oltre 18mila euro, nonché di versare contributi lavorativi per oltre 22mila euro. Nessuna delle due titolari di attività avrebbe inoltre presentato dichiarazione dei redditi per il periodo considerato, risultando entrambe “evasori totali”. A tali risultati i finanzieri sono arrivati confrontando la documentazione acquisita il primo giorno della verifica, quella ufficiale custodita presso i due saloni, con quella extra-contabile rinvenuta nel corso di successive “visite” ai domicili delle titolari dei saloni. E’ stato così possibile constatare che le due avessero omesso di rilasciare lo scontrino per un totale di 3.800 volte e che, anche nel caso in cui l’avessero rilasciato, non l’avrebbero registrato nei registri contabili. Le titolari delle due imprese e l’amministratore di fatto di una delle due sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Lecce, per “omessa presentazione delle dichiarazioni annuali” nonché per il mancato versamento delle ritenute previdenziali.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!