Patto di stabilità. Vendola: ‘Serve un lavoro squadra’

Bari. Il presidente della Regione Puglia contro i vincoli imposti da Patto

BARI – “Abbiamo il dovere di accantonare tutte le differenze e di trovare il punto massimo di convergenza quando si tratti di dare risposte concrete al dolore sociale, al disagio e alla povertà”. Così il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, a margine del recente incontro sul tema del patto di stabilità. Presenti molti parlamentari pugliesi, il presidente della Commissione Bilancio della Camera Francesco Boccia e della Commissione Politiche dell’Unione Europea Michele Bordo, il presidente del Consiglio Regionale Pugliese Onofrio Introna e i capigruppo del Consiglio regionale. Secondo Vendola il Paese si troverebbe in una condizione sociale ancora più grave di quanto appaia, considerato che è al 21esimo mese di recessione e che nell’ultimo anno ha perso più del 5% di produzione industriale. Il patto di stabilità non farebbe altro che complicare ulteriormente questa situazione. I vincoli del patto di stabilità, secondo Vendola, “si stanno stringendo sempre di più come un cappio al collo. C’è un punto oltre il quale quel cappio determina un effetto fatale; ed è impressionante vedere il trend di compressione sia della competenza che della cassa per quanto riguarda soprattutto capitoli che hanno a che fare con gli investimenti, con la possibilità di aprire i cantieri necessari per l’infrastrutturazione e la modernizzazione del territorio, ma ancor più necessari anche perché rappresentano quello sbocco occupazionale che è diventato un’urgenza assoluta”. “All’interno di questa battaglia – ha continuato Vendola – per noi è molto importante soprattutto vedere liberati dal vincolo del Patto i cofinanziamenti per la spesa comunitaria”. Secondo Vendola su questo tema “c’è bisogno di consapevolezza. I Governi, nel corso di questi anni, hanno progressivamente dimostrato consapevolezza nei confronti di questa questione; tuttavia, la consapevolezza oggi ha bisogno di un salto di qualità. Non possiamo più, semplicemente, avere ragione da parte dei nostri interlocutori, abbiamo bisogno di una risposta concreta, altrimenti noi Pubbliche amministrazioni, autonomie locali, Regioni, restiamo soltanto i curatori fallimentari delle nostre amministrazioni, un mestiere incompatibile con le nostre ambizioni e con i diritti della Puglia”.

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