Capitale della cultura. Fusco: ‘Brindisi, occasione persa’

Brindisi. L’esponente di “Sì Democrazia” commenta la scelta della Giunta di Brindisi di ritirare la candidatura appoggiando quella del Comune di Lecce

BRINDISI – Il Comune di Brindisi opta per la marcia indietro e decide di sostenere la città di Lecce quale candidata a “Capitale europea della cultura” 2019. Anche Brindisi aveva deciso di presentare la propria candidatura all’ambito titolo, annunciando già dal 2009 – quand’era primo cittadino Domenico Mennitti – l’intenzione di lavorare in tal senso. Ma nei giorni scorsi è arrivata l’inversione di marcia. Che si è materializzata con a una delibera di Giunta – oggi guidata da Mimmo Consales – nella quale si considera “il quadro frastagliato delle candidature pugliesi” come “un obiettivo punto di debolezza, che non si è riuscito a riassorbire mediante una candidatura unica e condivisa, a sintesi di un progetto di presentazione di carattere territoriale, che considerasse tutte le realtà”. Quindi il passo indietro, in favore della “cugina” Lecce, che avrebbe dalla sua un percorso già in stadio avanzato verso la candidatura. Com’era ovvio, la decisione della Giunta comunale ha spaccato in due l’opinione pubblica e gli ambienti della politica. E non è solo una questione di campanilismo. Roberto Fusco, di “Sì Democrazia”, avversa con forza il provvedimento approvato in Giunta, parlando di “occasione persa” per il territorio brindisino. “La decisione di candidare Brindisi a ‘Capitale della cultura europea’ poteva anche essere considerata velleitaria e, probabilmente, non sarebbe stata coronata dal successo – dichiara -, ma poteva contenere in sé il germe di un cambiamento. Beninteso, a patto che si fosse creduto e lavorato incessantemente per il raggiungimento di tale ambizioso traguardo, si sarebbe potuto anche non riuscire, ma il frutto del lavoro svolto avrebbe raggiunto comunque dei risultati importanti di trasformazione e miglioramento della nostra società civile. Credere e lavorare su una previsione del genere è sicuramente una scelta politica – aggiunge – come lo è stata quella di ritirare la candidatura senza neanche aver tentato di riuscire”. Fusco ritiene, invece, che “i cittadini di Brindisi siano desiderosi di quei cambiamenti che possono rendere migliore la loro vita sociale; questo lo si deduce in modo chiaro – spiega – dalla numerosa e interessata partecipazione assicurata a tutte quelle attività che associazioni culturali e politiche organizzano con frequenza. Lasciare Brindisi candidata a ‘Capitale della Cultura’ voleva dire tracciare un progetto ed una rotta verso la quale guidare la città. Adesso anche su questo fronte arretriamo. E non è questione di campanilismo: è questione di tenere alta una fiaccola in un momento in cui tutti i riferimenti vengono meno”. “Poteva essere, poi, una volta per tutte – continua l’esponente di “Sì Democrazia” -, l’occasione per Lecce per dimostrare il suo sostegno concreto alla città di Brindisi, dimostrando che l’auspicata unione dei territori sia un qualcosa che può portare benefici a tutti, e non solo a Lecce, come fino ad oggi sempre accaduto. Insomma, poteva essere un’occasione buona per tante cose, ed è stata un’occasione persa, in considerazione di un deciso unilaterale ritiro. Anche Mussolini, durante tutta la seconda guerra mondiale parlava sempre non di ‘sconfitte’ ma di ‘ritirate strategiche’, e sappiamo tutti come è andata a finire. La decisione, poi, è stata adottata dal sindaco e dalla Giunta comunale in totale solitudine, senza un dibattito né un confronto in Consiglio comunale o con i capigruppo consiliari, ritenuti luoghi non di confronto politico, ma dove si perde solo del tempo. Ed anche qui il ricordo storico con analoghe affermazioni del ventennio viene subito alla memoria. Per tali ragioni, sia di metodo che di merito, abbiamo espresso disappunto per tale decisione nel corso della prima riunione utile dei capigruppo consiliari, anche per mancato rispetto di tale organismo istituzionale, e disapproviamo ancora una volta la decisione del ritiro della candidatura di ‘Brindisi a Capitale europea della Cultura’ per l’anno 2019”.

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