Bellanova e Capone al ministro: ‘Si riattivino le visite fiscali’

Roma. I due deputati del Pd interrogano il ministro del Lavoro Giovannini paventando il rischio di aggravio dei costi e disoccupazione dei medici fiscali

ROMA – Da una parte il rischio che l’assenza di controlli sulle assenze per malattia nel settore privato, se non quelli richiesti solo ed esclusivamente dai datori di lavoro, produca un aggravio dei costi a carico dello Stato. Dall’altro la certezza che, con la decisione assunta dall’Inps della sospensione delle visite fiscali d’ufficio a partire dal 1° maggio scorso, si ritroveranno senza lavoro decine e decine di medici fiscali che, fino al 31 aprile, hanno svolto il loro lavoro come liberi professionisti in regime di convenzione con l’Ente. E’ il problema sollevato nell’interrogazione presentata al Ministro del Lavoro e delle Politiche sociale Enrico Giovannini dai parlamentari salentini Pd Teresa Bellanova e Salvatore Capone, che chiedono l’attivazione di un confronto con l’Inps da parte del Ministero finalizzato “ad individuare soluzioni organizzative tali da assicurare un livello credibile di visite fiscali d’ufficio per le assenze per malattia, anche al fine di offrire prospettive di continuità lavorativa per questi professionisti, tenendo conto dei rischi di aggravio dei costi a carico dello Stato che ne potrebbero scaturire”. La scelta dell’Inps di sospendere le visite fiscali d'ufficio per le assenze per malattia dei lavoratori del settore privato, ricordano i due parlamentari nell’interrogazione, lasciando in essere solo quelle a richiesta dei datori di lavoro, sarebbe scaturita dalla necessità di far fronte alla richiesta di riduzione della spesa degli enti pubblici di previdenza e assistenza sociale. Tuttavia, sottolineano, la decisione sta determinando una enorme preoccupazione tra i medici fiscali che prima del 1° maggio svolgevano la funzione di accertamento per l'ente in regime di convenzione come liberi professionisti, sette giorni su sette. “Si tratta – aggiungono – di professionisti che per anni hanno dedicato esclusivamente la loro attività alla medicina fiscale e che purtroppo, oggi, per l'effetto della drastica sospensione rischiano di ritrovarsi senza un lavoro, con una oggettiva difficoltà di reinserimento nel circuito lavorativo anche perché si tratta, per la maggior parte, di persone alle soglie dei cinquant'anni”. Inoltre Bellanova e Capone fanno riferimento al parere espresso della Federazione nazionale degli ordini dei medici, la FNOMCeO, che ha definito la decisione dell’Inps, una “scelta boomerang” in quanto potrebbe comportare l’effetto che, in assenza di controlli, aumentino le assenze per malattia con un ulteriore aggravio di spesa che, nel 2012, con il regime delle visite fiscali di ufficio, è stato di circa 2 miliardi di euro. Gli esponenti del Pd chiedono dunque al ministro Giovannini “se non ritenga utile attivare celermente un confronto con l'Inps volto ad individuare soluzioni organizzative atte ad assicurare un livello credibile di visite fiscali d'ufficio per le assenze per malattia, anche al fine di offrire prospettive di continuità lavorativa per questi professionisti, tenendo conto dei rischi di aggravio dei costi a carico dello Stato che ne potrebbero scaturire”.

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