Flai Cgil: “Servono i mercati in rete”

DOSSIER FIORI //Lecce. Le aziende agricole del Sud sono in crisi, i mercati floricoli di Leverano e Taviano continuano a registrare cali nel fatturato e nelle vendite

Le due strutture mercatali floricole di Taviano e Leverano perdono giorno dopo giorno quella linfa vitale che caratterizzava fino a ieri, un’importante porzione del tessuto economico del territorio salentino. Abbiamo raggiunto ed intervistato Antonio Gagliardi, segretario generale Flai Cgil, il sindacato del settore agro-alimentare che conta oltre 5mila iscritti nella sola provincia di Lecce, per raccogliere, insieme alle altre, la sua voce e far sapere alle aziende che ci sono ancora delle possibilità. Cosa servirebbe per rilanciare i mercati floricoli del Salento, Taviano e Leverano, che costituiscono buona parte della linfa economica del territorio, purtroppo oggi in crisi? Meno tasse, più sgravi fiscali, più servizi, più finanziamenti alle aziende? “Le aziende floricole, così come tutte le aziende agricole del sud, beneficiano di sgravi fiscali che ormai sono diventati strutturali, le aziende risparmiano il 66% della contribuzione legata a versamento Inps e oneri sociali, per cui già questo è un aiuto. Sarebbe poi opportuno che le strutture produttive, dal punto di vista logistico, fossero aiutate con delle piattaforme atte a far avere accesso diretto ai mercati europei”. La difficoltà sta quindi nell’interconnettere i mercati? “Si, la principale difficoltà è proprio questa, non riusciamo a raggiungere i mercati attraverso dei canali privilegiati, la difficoltà riguarda il trasporto, su gomma e ferroviario, il superamento di questa difficoltà potrebbe sicuramente aiutare le aziende. Sulla decontribuzione, poi, ci sono ancora delle proposte in cantiere, ma afferiscono alla politica generale nazionale, che sicuramente si ripercuoteranno anche sul settore in questione, in quanto a defiscalizzazione del costo del lavoro, ad esempio. Un altro strumento che potrebbe essere utilizzato è quello dell’apprendistato. Un’altra questione sulla quale porre l’accento è questa: si deve trovare il modo per cui le aziende produttrici possano arrivare sul mercato evitando le intermediazioni, la filiera corta si potrebbe utilizzare anche nel mercato floricolo, che potrebbe in questo momento scaricare i costi esorbitanti dell’intermediazione. Le possibilità di ripresa ci sono, ovviamente siamo in una fase in cui l’economia non permette grandi margini di manovra, è un periodo di transizione sicuramente non facile”.

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