Regione. MeP passa all’opposizione

Bari. Il movimento ha denunciato di non aver ottenuto alcuna considerazione da parte di Vendola nella composizione della Giunta

BARI – MeP lascia la maggioranza e denuncia in conferenza stampa la chiusura al dialogo da parte del presidente della Regione. La virata è stata ufficializzata da tre dei quattro consiglieri aderenti al gruppo (Canonico, Forte e Martucci; Antonio Buccoliero, assente, ha invece affidato ad un comunicato stampa la richiesta di affidare ad un congresso regionale la collocazione politica del movimento) che da oggi in poi “dialogherà con il Pdl e con le altre forze di opposizione, con coerenza e senza tentennamenti”. Tardivi anche eventuali ripensamenti: “troppo tardi – ha detto il capogruppo Nicola Canonico – anche se Vendola dovesse chiamarci e ci offrisse un assessorato, gli risponderemmo di non essere interessati”. Antonio Martucci ha chiaramente parlato di “tempo scaduto”. “Vendola non ci vuole nella sua maggioranza – ha detto -, abbiamo atteso per ben due mesi segnali diversi che non sono mai giunti. Né sono arrivate spiegazioni di carattere politico ai quesiti da noi posti in merito ad alcuni passaggi che hanno caratterizzato la composizione della nuova Giunta, a partire dalla nomina di Leo Di Gioia ad assessore al Bilancio. Non è una questione legata alle sue capacità, quanto alle sue più recenti esperienze maturate nel Pdl, partito in cui è stato eletto consigliere regionale e con Scelta Civica, con il quale era candidato al Parlamento e per cui ha fatto campagna elettorale”. “Il MeP – ha precisato Martucci – è stato organico al centrosinistra ed ha contribuito in modo determinante alla rielezione di Vendola.” Incongruente, per l’esponente del movimento, anche la nomina ad assessore esterno di Giovanni Giannini. “A noi sfuggono i motivi per i quali l’assessore al bilancio del Comune di Bari è stato nominato. Certamente Vendola li conosce molto bene”. “Mancata legittimazione politica”: è stata l’accusa rivolta da Giacinto Forte al presidente Vendola. “Nei nostri confronti non è valso il principio che in Giunta viene rappresentato chi contribuisce all’affermazione della coalizione. Non ci è stato riconosciuto con il contributo offerto nel 2010, non ci è stato riconosciuto nemmeno con il risultato conseguito nelle politiche dello scorso febbraio. Il movimento, avviato a strutturarsi come partito – ha aggiunto Forte – non può essere usato solo nei periodi elettorali e poi lasciato al proprio destino. Dalle altre forze di centro sinistra avremmo voluto conoscere la loro considerazione nei nostri confronti. Non l'abbiamo saputo”. Il capogruppo Nicola Canonico ha invece accusato Vendola di giocare su tavoli diversi. “Quando è in Puglia dimentica chi ha contribuito alla sua affermazione elettorale. Indossando i panni del leader nazionale denuncia le ‘grandi alleanze’, salvo assecondarle quando si tratta di dare consistenza alla sua maggioranza in Puglia, anzi qui si spinge ben oltre”. Particolarmente critico Canonico è stato nei confronti della nomina di Giannini. “E’ ancora assessore al Comune di Bari con delega al Bilancio, ma alla Regione Vendola gli ha affidato trasporti e lavori pubblici. Quali sono le sue competenze”? Poi i temi nazionali, a partire dal patto di stabilità. “Fare chiarezza innanzi tutto – ha detto Canonico che ha chiesto di incontrare i tecnici ministeriali -. Dobbiamo capire quale sia stata la posizione della Puglia in Conferenza Stato-Regione quando in questa sede è stato chiesto il parere delle Regioni. Ritengo strumentale – ha aggiunto – che Lega e Sel, due forze di opposizione al governo nazionale, si ritrovino magicamente alleate su questo tema”.

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