‘Poche storie’ a Lecce

Lecce. L’esposizione dei due giovani artisti resterà aperta alle Officine Ergot fino al 26 maggio

LECCE – Una bella mostra. E tanti giovani all’inaugurazione. Da vedere perché piace e incuriosisce. Il segno che si coniugano con la parola. Le parole che si snodano e il segno che le abbraccia. La mostra, ospitata alle Officine Ergot di Lecce fino al 26 maggio, dedica spazio a due storie popolari pugliesi, una in vernacolo barese e l'altra salentina. Due dialetti, due tradizioni che regalano spunti per un’interpretazione illustrativa di disegni che accompagnano le parole. L'attenzione è rivolta al dialetto, alle origini o comunque al senso della tradizione, che è strettamente legata all'innovazione. “Ci sembrava opportuno unire le diversità della nostra terra, la Puglia, vedere e sentire le sonorità della lingua e la semplicità delle storie stesse – dicono i due giovani artisti, Francesco Romanelli e Chiara Spinelli -. In armonia con il mood delle storie raccontate, non siamo ricorsi all’uso della tecnica digitale ma abbiamo preferito utilizzare una macchina da scrivere sia per la narrazione delle storie (in italiano e in dialetto), sia per gli stralci di testo riportati sulle tavole realizzate in formato A4, su carta amalfitana, perché meglio potessero emergere la verità e soprattutto la semplicità che, a nostro parere, quelle storie richiedevano. Un'analisi semiotica, una microchirurgia del segno e del significato nel rispetto di quelle storie e delle nostre scelte stilistiche”. Francesco Romanelli, di Andria, frequenta il corso di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti del capoluogo salentino. Chiara Spinelli, leccese, quello di Grafica.

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