Autocarri, crollo delle immatricolazioni in Puglia

Scendono del 26% le immatricolazioni di mezzi oltre le 3,5 tonnellate; in salita del +39,5% quelle di autobus

E’ stato un vero crollo: -26%. E’ il dato che si riferisce alle immatricolazioni di autocarri pesanti (e cioè con peso totale a terra superiore a 3,5 tonnellate) in Puglia nel 2012 rispetto al 2011. Al contrario, quelle degli autobus sono aumentate del 39,5% rispetto all’anno precedente. Tra le province pugliesi, sfuggono al trend negativo Brindisi e Taranto dove si sono addirittura registrati degli aumenti rispettivamente, del 16,7% e del 50%. Quasi tutti con segno + (tranne Foggia) i dati relativi alle immatricolazioni di autobus che nella provincia tarantina sono aumentate addirittura del 133,3% (Bari +41,7%, Barletta Trani +100%, Brindisi +66,7%, Lecce +35,7%, Taranto +133,3%). A livello nazionale nel 2012 le immatricolazioni di autocarri con peso totale a terra superiore a 3,5 tonnellate hanno registrato una diminuzione del 41,4% rispetto al 2011. Sempre nel 2012 le immatricolazioni di autobus sono state 2.322, con un calo del 34,5% rispetto all’anno precedente. Le ragioni del crollo delle immatricolazioni di autocarri pesanti e autobus, sostiene il Centro Ricerche Continental Autocarro, sono da ricercarsi nella crisi economica che ha colpito pesantemente il settore dei trasporti pesanti, già fortemente penalizzato dai continui rincari del prezzo del gasolio. “Vi è però da dire anche – aggiunge Daniel Gainza, direttore commerciale di Continental CVT – che nel caso degli autocarri pesanti il calo del 2012 segue un leggero aumento (+5,7%) registrato nel 2011, anno in cui evidentemente molto aziende di trasporto hanno effettuato la sostituzione dei loro mezzi più vecchi, sostituzione che non era ulteriormente rimandabile. Per quanto riguarda gli autobus l’ultimo anno con dati positivi sulle nuove immatricolazioni è stato il 2010 (+9,6% rispetto al 2009). Da allora, sempre a causa della crisi e degli aumenti del prezzo del gasolio, vi sono stati due anni di cali severi. A far sperare in una possibile inversione di tendenza nel 2013 è il fatto che il parco circolante continua ad invecchiare e che in alcuni casi la sostituzione dei mezzi più vecchi diviene sempre più urgente e non rimandabile”.

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