Yes, Giorgio!

Il ritorno di un Giorgio indeciso. Al cinema.

Giorgio, scusami, ma ho cambiato idea. Ti devo parlare. È assolutamente necessario che tu torni e, se non lo farai, te ne pentirai per il resto della tua vita. Non essere codardo, hai pure una certa età! Questo dice sostanzialmente la giovane donna a Giorgio, ma lui prima finge di essere impegnato a cucinare la pasta, poi spiega che non può, ha giurato a se stesso che non tornerà mai più. Il Giorgio in questione (che di cognome fa Fini) è un tenore che ha deciso di ritirarsi dopo una figura imbarazzante in palco. Ha conosciuto anche una bella otorinolaringoiatra e, pur essendo sposato e con figli, se la porta a letto e in mongolfiera canticchiando: se fossimo innamorati il cielo ci sembrerebbe più azzurro e i baci più dolci e le stelle più vicine? E lo sono, innamorati, anche se non vogliono ammetterlo. E Giorgio alla fine si lascia convincere: torna a cantare la “Turandot”, che in fondo è la storia di una travagliata elezione di un principe. Bisogna dire che, con “Yes, Giorgio”, Pavarotti scrisse una pagina decisamente brutta nella storia del cinema. Ma ebbe modo di farsi perdonare, lui.

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