‘Corruzione nell’Ato Lecce 3’. Sei e processo

Lecce. A giudizio Francesco Causo, componente del nucleo tecnico dell’Ato, Lara Lopez, sua collaboratrice, e gli amministratori delle imprese Ecotecnica, Gial Plast, Bianco igiene ambientale ed Armando Muccio

LECCE – Corruzione legata agli appalti nel settore rifiuti. Questo ha riscontrato il gup Carlo Cazzella nei confronti di sei imputati rinviati a giudizio nell’ambito di una inchiesta che mira a far luce sulla gestione dei servizi nell’Ato Lecce 3, quella che raggruppa i Comuni del basso Salento. Il processo si aprirà il prossimo 28 giugno e vedrà, dinanzi ai giudici della prima sezione del Tribunale di Lecce, Francesco Causo, componente del nucleo tecnico operativo dell’Ato Lecce 3 negli anni tra il 2003 e il 2008; Lara Lopez, collaboratrice di Causo e sua socia in uno studio professionale; gli imprenditori del settore rifiuti Giovanni Polimeno, amministratore unico della Ecotecnica; Martino Lacatena, amministratore unico della Gial plast; Antonella Bianco, amministratore unico della Bianco igiene ambientale e Maria Rizzello, amministratore unico della Armando Muccio. Secondo quando sostenuto dall’accusa, costituita dal pm Giovanni Gagliotta, Causo e Lopez avrebbero predisposto atti tecnici ed amministrativi per permettere alle quattro imprese citate (Ecotecnica, Gial Plast, Bianco igiene ambientale ed Armando Muccio) di aggiudicarsi contratti d’appalto, in maniera illecita, ed ottenendo il massimo guadagno a discapito dell’ente pubblico. In cambio, i due sarebbero stati pagati dalle imprese con fatture legate a opere di progettazione per un totale di 91mila euro. Nel mirino sono finiti gli appalti relativi ai Comuni di Terra di Leuca (deliberato nel giugno 2005) ed ai Comuni di Taviano (dicembre 2005 e aprile 2006) e Racale (deliberato nel dicembre 2004), poi assegnati alle imprese degli imputati: un valore complessivo di 21 milioni di euro. Inoltre Causo avrebbe omesso di riscontrare l’inesistenza degli ecocentri, ovvero le aree di raccolta rifiuti, obbligatorie eppure mai realizzate dalle imprese in questione. Gli indagati sono assistiti dagli avvocati Viola Messa, Michele e Giuseppe Bonsegna, e Massimo Fasano.

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