Ilva: nessun risarcimento alle concessionarie d’auto

Taranto. La Corte d’appello di Lecce ha accolto il ricorso dell’azienda. Che, intanto, rimette gradualmente in moto l’area a freddo dell’impianto

TARANTO – Nessun risarcimento spetta all’Ilva nei confronti delle società concessionarie di auto e veicoli industriali Siai, Svamir e Ciracì Automobili. Lo ha stabilito la sezione di Taranto della Corte d’appello di Lecce, accogliendo il ricorso presentato dall’azienda nel quale si chiedeva la riforma di una sentenza del Tribunale di Taranto del 22 giugno 2009. Con quella sentenza, il Tribunale aveva condannato l’Ilva a risarcire le tre società con 700mila euro per i danni provocati dalle polveri sprigionate dall’impianto siderurgico e diffuse fino ai vicini capannoni delle concessionarie. Ma i legali dell’Ilva hanno contestato la disposizione del Tribunale, in quanto successiva alla decisione delle tre società (comunicata nelle udienze del 5 gennaio e del 4 febbraio 2009) di trasferire “l’azione civile in sede penale tramite la compiuta costituzione di parte civile”. E la Corte d’appello salentina ha accolto le motivazioni dell’azienda stabilendo “l'intervenuta improseguibilità dell'azione risarcitoria intrapresa dalle tre società” davanti al Tribunale “in conseguenza dell'effettuata costituzione di parte civile nell'ambito del processo penale”. Intanto, l’area a fredda dell’impianto, dopo il blocco di fine 2012, si rimette gradualmente in moto. E dopo l’entrata in funzione del tubificio 1, disposta alcuni giorni fa, è ripartito anche il tubificio numero 2. E presto dovrebbe ripartire anche il treno nastri 1. Ma occorre che i giudici dispongano il dissequestro delle merci: un milione 700mila tonnellate di materiale bloccate (il dispositivo di sequestro, del 26 novembre 2012, porta la firma della gip Patrizia Todisco). L’Ilva ha già inviato una richiesta alla Procura in tal senso, dopo che la Corte Costituzionale ha dichiarato costituzionale la legge 231/2012 che permette all’impianto la produzione e la commercializzazione di quanto già prodotto. Ma il pm l’ha rigettata, chiarendo che è necessario, prima, che la Consulta depositi le motivazioni della sentenza. Dopodiché gli avvocati dell’Ilva depositeranno nuova istanza di dissequestro direttamente alla gip Todisco. Articoli correlati: Ilva, nessun conflitto tra i poteri dello stato Ilva, no al dissequestro Ilva salva per decreto. E io pago Tutti gli articoli dell'inchiesta sull'Ilva: Ilva, potere d'acciaio intrappolato tra Magistratura e Ministero Marescotti, PeaceLink: ‘Taranto è una città compromessa' Dentro i cancelli, ‘Nuovi sacrifici in vista' Ilva. Se anche le banche storcono il naso Chi sono i Riva L’Aia questa sconosciuta

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