Varicocele. Come intervenire

Oggi si tende a sconsigliare l’intervento classico, che può portare recidive e potenziale morbilità andrologica postoperatoria

di Lamberto Coppola (*) Sicuramente avrete sentito parlare più volte che il varicocele, la dilatazione varicosa delle vene del plesso pampiniforme del testicolo che può provocare anomalie nel liquido seminale e dello spermiogramma. E' noto infatti quanto siano diversi gli spermatozoi di un soggetto affetto da questa patologia vascolare venosa rispetto al normale, a causa delle gravi alterazioni morfologiche specialmente a livello della testa e della regione acrosomiale, nonché delle aneuploidie e delle alterazioni presenti nel Dna nemaspermico. Bisogna infatti tener presente che lo spermatozoo è un trasportatore specializzato, la cui funzione è quella di far arrivare il corredo genetico del maschio all'ovocita. Per questi motivi noi andrologi se diagnostichiamo il varicocele in un paziente infertile consigliamo il suo trattamento. Ma come è meglio intervenire? Le vie da scegliere sono il trattamento microchirurgico o/e quello percutaneo endovascolare con scleroembolizzazione della vena spermatica attraverso la vena renale a sinistra e la vena cava a destra. Entrambi i metodi sono da considerarsi validi, in quanto risparmiano i linfatici e l'arteria spermatica, nonché hanno una bassa incidenza di recidive (al massimo 3%). L'intervento classico invece è oggi sempre e comunque sconsigliato, qualsiasi sia la via di accesso, essendo foriero di recidive (circa il 15 -20%) e di potenziale morbilità andrologica postoperatoria (idrocele per blocco linfatico, atrofie testicolari per occlusione dell'arteria). La scelta della via da intraprendere è sicuramente determinata dalla dinamica del reflusso venoso, preferendo la via endovascolare nei casi di incontinenza venosa reno-spermatica, mentre la via microchirurgica quando il reflusso è iliaco-spermatico, se esiste un doppio distretto o/e una bilateralità della patologia, nel varicocele insorto nel monorchide e nei casi di recidiva. L’indicazione alla correzione microchirurgica del varicocele è infine indicata in tutti quei casi in cui la patologia è accompagnata ad inguinoscrotalgia, vale a dire dolore testicolare cronico. In questi soggetti infatti giova associare alla legatura microchirurgica delle vene spermatiche anche l'intervento di avventiziectomia dell'arteria spermatica per interrompere le terminazioni nervose propriocettive che la circondano. Tale accorgimento risolve in modo radicale il dolore testicolare cronico, molto spesso associato a varie patologie andrologiche, compreso lo stesso varicocele. (*) Prof. Lamberto Coppola Andrologo – Ginecologo – Sessuologo Direttore dei Centri Integrati di Andrologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana Tecnomed (Nardò- Lecce), Casa di Cura Petrucciani (Lecce) e Casa di Cura Fabia Mater (Roma).

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