Tanti strumenti, un’Orchestra. Giovane

LA STORIA DELLA DOMENICA. 150 musicisti dai 15 ai 25 anni. Differenti per esperienza e provenienza musicale. Un unico comun denominatore: la passione per la musica

Un’idea che si trasforma in un’esperienza straordinaria. E’ la storia della Giovane Orchestra del Salento, tesa a dare. E’ il motto “Uno per tutti e tutti per uno”, dove l’uno è la musica ed è contenuta in una suggestione fatta di giochi e respiri all’unisono. Tutti ragazzi cresciuti nella Terra tra i due mari e un unico comun denominatore: amore smisurato per la musica e voglia di crearne della nuova. Sono più di 150 i ragazzi coinvolti nel progetto. Hanno età compresa tra i 15 e i 25 anni. E’ un’orchestra particolare quella che ne vien fuori. Incontro, apertura, sound originale: sono queste le idee-chiave, attorno alle quali si è creata la giovane compagine salentina, rigorosamente dedita all’inclusione e all’arte dell’incontro. Due le guide che contengono ed abbracciano tutta l’orchestra: Claudio Prima, cui è affidata la direzione ed Emanuele Coluccia cui sono affidati orchestrazione ed arrangiamenti. Ma il bello è che l’orchestra accoglie musicisti di ogni provenienza musicale e con ogni grado di conoscenza dello strumento. Ogni ragazzo ha inoltre la facoltà di intervenire in itinere e di dare il proprio personalissimo contributo alla creazione di un percorso musicale unico. E’ stato proprio quest’inedito modus operandi a creare un gruppo coeso, in grado di esprimere, con un sound originale, un repertorio nuovo, nei testi e nelle musiche, che rappresenta un modo nuovo di essere orchestra. Ce ne parla meglio il direttore Claudio Prima. Come nasce quest'idea di un’orchestra rivoluzionaria? “L’idea nasce da una suggestione. Il Salento è da tempo culla ideale di alcuni generi musicali (il reggae, la musica rock/leggera, la musica tradizionale e la musica per banda) che si sono sviluppati fino all’eccellenza. In tali generi si sono affermati numerosi artisti salentini di successo e i festival a tema sono diventati veri e propri punti di riferimento. Da questo presupposto nasce l’idea di riunire un gruppo di ragazzi che sono cresciuti in questo contesto e offrire loro l’opportunità di condividere questa esperienza, ognuno con il proprio strumento e con la propria creatività. Tutto ciò con una modalità assolutamente inclusiva, che accoglie, cioè, strumenti e musicisti che provengono da ogni genere musicale e che siano o meno in possesso di una preparazione musicale classica. Questo ha permesso di creare una fucina per un nuovo modo di intendere un’orchestra e, di conseguenza, la musica che può essere eseguita”. Quali sono le sensazioni che si provano all'interno di un gruppo così variegato ma tenuto insieme da un'alchimia data dall'amore per la musica? “Le sensazioni sono molteplici. C’è il grande entusiasmo dato dall’energia che i ragazzi trasmettono con la propria musica e con il modo nel quale partecipano a questo progetto. C’è poi la sensazione di poter esplorare insieme a loro un territorio inesplorato, che vive di un loro approccio alla materia musicale spesso inaspettato, sorprendente. C’è la voglia di trasmettere loro ciò che di meglio abbiamo imparato, in qualche modo di proteggerli, soprattutto i più giovani, e di insegnare loro qualcosa che potrà essere realmente d’aiuto nella loro scelta verso la musica. C’è infine la sensazione di potersi divertire suonando e stando insieme, che è la condizione migliore nella quale un gruppo del genere si può muovere”. Qual è la risultante nuova cultura musicale che vien fuori da questa orchestra? “La cultura del dialogo, della massima apertura. Niente e nessuno è escluso a priori. La musica (e quindi il musicista) accoglie tutto, perché tutto può portare qualcosa di buono. Soprattutto ciò che sembra strano, diverso, fuori luogo. Una piccola sfida verso il proprio pregiudizio che apre all’errore migliore. Quello che ti insegna qualcosa che non avresti mai immaginato di poter imparare. La nuova musica dell’orchestra si ciba anche di questa suggestione”. Chi o che cosa costituisce l'anima centrale della Giovane orchestra? “L’anima dell’orchestra è la voglia di ognuno di essere parte di un gruppo e quindi la tensione a dare, a mettersi in gioco per l’insieme. Senza questa intenzione non può esserci orchestra. L’orchestra viene animata dall’apporto di tutti, proporzionato alle proprie capacità, ma non potrebbe esistere se ognuno pensasse e suonasse solo per sé. In questo senso è un’anima, ma è anche tante anime insieme. Queste anime nel tempo di un brano musicale respirano con lo stesso ritmo, con la stessa intensità e frequenza. Questo rende straordinaria l’esperienza di un concerto. Chi la vive pienamente si porta a casa un dono eccezionale e, se chiude gli occhi, può far parte, per qualche secondo, di questo insieme”.

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