Opere pubbliche. Nasce la task force regionale

Bari. Il nuovo organismo, permanente, affronterà i singoli problemi delle opere pubbliche in contatto con le stazioni appaltanti

BARI – Opere pubbliche e sblocco dei cantieri. Di questo si è discusso alla riunione convocata ieri dal presidente della Regione Puglia Nichi Vendola su richiesta dei sindacati per affrontare le tematiche relative alla crisi economica indotta dallo stallo di alcune opere pubbliche dovuto, a dire di questi ultimi, anche a problemi burocratici. All’incontro hanno preso parte gli assessori Giovanni Giannini (Infrastrutture e trasporti), Angela Barbanente (Urbanistica), Lorenzo Nicastro (Ambiente), oltre ai rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. A termine della seduta si è deciso di dar vita a una task force per le opere pubbliche, in seno alla Presidenza, con le stesse caratteristiche della task force per l’occupazione. Sarà un organismo partecipato, con all’interno rappresentanti delle strutture interessate e che prenda in carico la documentazione e affronti i singoli problemi delle opere pubbliche, in stretto rapporto con le stazioni appaltanti (esempio: Acquedotto Pugliese, Aeroporti di Puglia) “Questo è un tavolo che diventerà permanente – ha spiegato Vendola – per verificare dove e se ci siano problemi per le opere pubbliche. Dopo che più volte i sindacati hanno lamentato scarso ascolto su questo tema, ricominciamo a tessere la tela dei rapporti. E’ comunque importante che il tema della inconsapevolezza della politica sul tappo rappresentato dal patto di stabilità sia squadernato per bene su ogni tavolo: non c’è affatto consapevolezza a Roma su cosa rappresenti tener bloccate risorse per colpa del patto di stabilità. In più a Roma non è chiaro quale tragedia sia in vista se non dovesse essere rifinanziato il sistema degli ammortizzatori sociali in deroga. Sono due problemi serissimi, quello del patto di stabilità e quello degli ammortizzatori sociali. A causa del primo, non possiamo spendere a di quello che abbiamo in cassa per far ripartire i cantieri: abbiamo interi salvadanai che non possiamo spendere. Mentre a causa del secondo, avremo tra poche settimane centinaia di migliaia di persone in tutta Italia senza reddito e protezione alcuna. La drammaticità di tutto ciò se non si trasferirà su un tavolo romano dove trovare soluzioni, potrebbe innescare un principio di guerra civile”.

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