Vinitaly: l'enoturismo pugliese in numeri

Verona. Un’indagine commissionata dall’assessorato alle Risorse agricole fotografa il settore, indicando punti di forza e margini di miglioramento

VERONA – Una visita che dura mediamente dai 30 ai 60 minuti, quasi sempre accompagnata da una passeggiata fra le vigne (possibile nel 91,6% dei casi); gruppi che vanno dagli undici ai 20 visitatori (soprattutto famiglie e coppie) che, al termine del tour, degustano i vini di produzione in una sala appositamente allestita, con una capienza media fra i 25 e i 50 posti. È questa la fotografia che emerge dalla ricerca statistica dal titolo “L'enoturismo in Puglia: verso una scoperta culturale”, condotta dallo staff di Magda Antonioli, docente e coordinatrice del master in Economia del Turismo presso l'Università Bocconi di Milano, in collaborazione con il Movimento Turismo del Vino Puglia. L'indagine, commissionata dall'assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, è stata rivolta a un campione di aziende vitivinicole della regione, socie e non del Movimento Turismo del Vino Puglia, intervistate con lo scopo di far emergere punti di forza e margini di miglioramento di questo specifico segmento, valutando possibili azioni in favore del comparto. “Dopo il prestigioso riconoscimento giunto dalla rivista internazionale ‘Wine Enthusiast’ – ha sottolineato l'assessore all'agricoltura Fabrizio Nardoni – che ha inserito la Puglia nella top world wine destinations 2013, la regione è infatti diventata un caso di studio per comprendere la nascita e l'evoluzione di un fenomeno che coinvolge un numero crescente di imprese, operatori e appassionati del settore. E per il futuro è nostra ferma intenzione lavorare sempre più e sempre meglio al rafforzamento del binomio agricoltura-turismo”. Obiettivo è stato quello di fornire un quadro il più possibile dettagliato dell'offerta delle aziende vitivinicole della regione non solo in termini strutturali e dimensionali ma anche sotto il profilo della molteplicità e tipologia dei servizi offerti al turista/visitatore. Tra i dati emersi dallo studio, spicca l'importanza della certificazione dell'accoglienza in cantina, rilasciata esclusivamente ai soci del Movimento Turismo del Vino, di cui si fregia il 27,3% degli intervistati, considerata da un lato un tratto distintivo a garanzia degli enoturisti, dall'altro un motivo di prestigio per l'azienda che l'ha ottenuta. Per quanto riguarda il responsabile dell'accoglienza, ben il 32,7% dichiara che a dare il benvenuto ai visitatori e a guidarli nella visita in cantina o ai vigneti è il proprietario in persona, seguito da un 18% dove l'accoglienza è affidata al responsabile delle vendite. A proposito della conoscenza delle lingue straniere, l'inglese è utilizzato dal 93,2% delle aziende coinvolte, seguito a ruota da francese, spagnolo e tedesco. In merito ai servizi offerti dalle cantine, si rileva che solo nel 15,9% dei casi c'è possibilità di pernottamento, mentre i servizi di ristorazione sono disponibili nel 31,8% delle aziende coinvolte nell’indagine. Il 50% delle aziende offre inoltre ai visitatori la possibilità di acquisto non solo dei vini di produzione ma anche di altri prodotti tipici del territorio; il particolare più interessante, tuttavia, è che ben la metà di queste propongono in vendita prodotti tipici di produzione di altre aziende locali. Si tratta, quindi, di un positivo esempio di collaborazione fra imprese diverse, come conferma anche un ulteriore elemento secondo il quale il 54,6% delle aziende intervistate ha attivato convenzioni con altri esercizi della zona.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!