Cnh Fiat. Stop di due giorni e ferie forzate

Lecce. Salvatore Bergamo, Fiom Cgil, denuncia lo “scorretto e arrogante comportamento dell’azienda”

LECCE – L’ennesimo blocco della produzione e le ferie forzate imposte ai lavoratori della Cnh di Lecce stavolta hanno provocato una dura reazione dei lavoratori con la proclamazione dello sciopero di un’ora a fine turno. I sindacati hanno inoltre riferito che il blocco della produzione con la chiusura dello stabilimento per tre giorni “salvo complicazioni”, è stato comunicato ai rappresentanti sindacali in azienda solo ieri; la Cnh avrebbe tra l’altro attribuito la responsabilità dello scarso preavviso all’azienda Alcar che però avrebbe smentito riferendo che lo stop era già in programma da tempo. “Ancora una volta Cnh Fiat scarica le proprie responsabilità sui lavoratori che si vedono sospesi dal lavoro a proprie spese senza la possibilità di contrattare alcunché – ha dichiarato Salvatore Bergamo, segretario generale della Fiom Cgil Lecce -. La Segreteria e il delegato sindacale Mauro Bonuso della Fiom Cgil di Lecce sono stati tenuti fuori dalla negoziazione e dalla contrattazione. Tutto questo è frutto di un contratto aziendale che stravolge le corrette relazioni sindacali bypassando sia le rsa che le segreterie provinciali dei metalmeccanici di Fim, Uilm, Fismic, anche se firmatari dell’accordo specifico aziendale”. “Bisogna precisare inoltre – ha aggiunto Bergamo – che, per la maggior parte dei dipendenti, l’orario di lavoro è fatto con due ore di straordinario giornaliere e sabati lavorativi di otto ore, con l’utilizzo di ditte esterne sulla produzione senza concordare a con le organizzazioni sindacali Fim, Uilm, Fismic, Associazione Quadri e Uglm, che invece di promuovere l’inserimento di manodopera interinale, espulsa dallo stabilimento nel mese di novembre 2012, lascia carta bianca all’azienda. Se a tutto questo aggiungiamo la comunicazione ad alcuni lavoratori che in busta paga non troveranno retribuiti i primi due giorni di malattia, si capisce quanto la situazione sia resa ormai esplosiva”. La Fiom, alla riapertura dello stabilimento, sarà davanti ai cancelli con un volantinaggio per denunciare lo “scorretto e arrogante comportamento dell’azienda”.

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