Ulivo, fatti un po’ più in là

Bari. Gli ulivi monumentali si potranno espiantare, danneggiare, commercializzare. Ok alla legge vergogna

Fatta la legge trovato l’inganno. La Puglia è la regione d’Europa con il maggior numero di alberi d’ulivo monumentali. Sventolano i rametti la domenica delle Palme dinanzi al Papa: e piacciono a tutti quando servono per la promozione turistica, immortalati in splendidi cataloghi fashion. Per la loro bellezza gli alberi vengono rubati nottetempo ed esportati nelle fredde regioni del nord per abbellire le ville dei ricchi che vogliono solo per sé un bene comune, che è di tutti. Nel 2007 la Regione Puglia di Vendola emana una legge per la tutela degli ulivi monumentali: vengono finalmente censiti per tutelarli non solo in sé ma anche nel contesto paesaggistico in cui vivono. Perché è proprio quel contesto il bene ultimo da tutelare, come i dolci declivi delle colline toscane o le aspre rocce della Sardegna. Invece no. Adesso la legge è stata modificata. Gli ulivi monumentali si possono spostare: come prendere un nuraghe sardo e spostarlo un po’ più in là. Oppure prendere un sasso di Matera, e spostarlo a Potenza. Oppure un trullo di Alberobello: prenderlo e spostarlo a Fasano. Ecco, fate quest’esercizio dell’assurdo e avrete la misura della demenzialità della proposta di legge firmata Pentassuglia (Pd) e Iurlaro (Pdl) e approvata con 36 voti favorevoli su 37 consiglieri presenti. Unico voto contrario Francesco Laddomada. Il passaggio aggiunto è il seguente: “Ovvero per piani attuativi di strumenti urbanistici generali approvati prima dell’entrata in vigore della presente legge. Per tali ultimi interventi non si applicano le previsioni di cui al comma 3 dell’art. 6 della presente legge”. Significa che i progetti (strade, case, ponti, ecc) approvati prima dell’entrata in vigore della legge potranno ignorare il divieto di danneggiamento, abbattimento, espianto e commercio degli ulivi monumentali, previsti dall’articolo 10 della legge 14 del 2007. Prima dell’espianto dovrà essere presentato un “progetto preventivo di espianto” e potranno addirittura essere spostati in luoghi fuori contesto territoriale se si dimostrerà che è impossibile spostarli all’interno dello stesso ecosistema. Una legge – ha dichiarato l’assessorato all’Ambiente – fatta per tutelare i proprietari di terreni edificabili che non potevano essere utilizzati proprio a causa della legge 14 del 2007. Il fatto è che quella legge è stata fatta proprio per salvare gli ulivi dalle speculazioni edilizie, dagli aggiramenti dei pug, di terreni agricoli resi edificabili in deroga, in generale dagli scempi paesaggistici. Su cui ora la Regione Puglia dà il placet. Qui la ricostruzione dell'iter della proposta di legge fino alla sua approvazione

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