Legge 194. Gentile al San Paolo per vederci chiaro

Bari. Tutto il personale dell’ospedale barese si è dichiarato obiettore di coscienza. Impossibile per le donne praticare l’interruzione di gravidanza

BARI – “L’applicazione della legge 194 non può essere né terreno di scontro ideologico, né un obiettivo residuale dell’organizzazione dei servizi sanitari”. Elena Gentile, nominata assessora regionale alla Sanità in occasione del rimpasto operato dal presidente Nichi Vendola, ha deciso di affrontare, tra i primi impegni, la questione dell’obiezione di coscienza presso l’ospedale San Paolo di Bari. Quell’ospedale era infatti l’unico presidio rimasto nella Asl barese a garanzia del servizio di interruzione volontaria di gravidanza, ma improvvisamente tutti i ginecologi e le ostetriche del nosocomio si sono dichiarati obiettori di coscienza rendendo di fatto impossibile, per una donna, dallo scorso 18 marzo, praticare l’aborto volontario nella città capoluogo di Regione. L’assessora ha così incontrato ieri le operatrici sanitarie dell’ospedale. “Ho deciso di chiedere loro un incontro – ha detto – perché dal loro racconto emergeva la suggestione di un’azione di protesta, che speriamo possa essere presto riconsiderata”. “Questo – ha aggiunto – alla luce di una oggettiva necessità di ripensare l’organizzazione del servizio in quell’ospedale, ma anche nell’intera rete regionale”. “Voglio ascoltare gli operatori – ha aggiunto Gentile -, acquisire i loro suggerimenti, per rendere più strutturale la rete dei servizi a tutela della salute delle donne e costruire un nuovo modello operativo”. Nell’attesa di vederci chiaro l’azienda sanitaria ha inviato nel nosocomio barese un nuovo ginecologo non obiettore, che comunque avrà non poche difficoltà a sbrigare, da solo, l’ingente mole di lavoro. Necessaria, a questo punto, una riorganizzazione della rete dei servizi, così come dichiarato da Gentile.

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