Zamparutti: ‘La mia condotta su Tap è chiara’

L’ex componente la Commissione Ambiente replica all’inchiesta del Tacco

Ecco che cosa ci scrive Elisabetta Zamparutti: “Non è la prima volta che “Il tacco d’Italia” confonde le carte in tavola e mina la credibilità delle mie iniziative. Era già avvenuto con l’interrogazione su progetti edilizi che interessano il Comune di Santa Cesarea Terme, lo fa ora con un articolo anacronistico in merito alla mia posizione su TAP. Pubblica infatti il 23 marzo 2013 un articolo su un’interrogazione presentata il 6 settembre 2011 la cui risposta è arrivata il 28 marzo 2012. Nel frattempo di acqua sotto i ponti ne è passata ma al giornale questo non interessa come non interessa la mia partecipazione ad una conferenza stampa il 22 febbraio scorso proprio a San Foca con chi è mobilitato per scongiurare l’approdo del gasdotto TAP a “Punta Cassano”.

Perché la mia posizione su TAP è chiara: TAP è un progetto accettabile qualora l’approdo sia a Brindisi dove esistono due possibilità: nei pressi di Cerano, area già interessata da infrastrutture energetiche che occorre riconvertire o nell’area portuale, dove esiste già un’infrastruttura creata per il rigassificatore di British gas, poi dismesso, che consentirebbe direttamente l’attacco del gas alla rete SNAM. Come da questo si possa arrivare ad insinuare che il mio interesse è quello di convogliare il gas nelle cisterne della Basilicata, la Maria Luisa Mastrogiovanni lo deve spiegare. E lo deve spiegare innanzitutto alla parlamentare che con la sua attività di sindacato ispettivo ha non solo criticato il progetto di realizzazione del megastoccaggio di gas nei pozzi esauriti della Basilicata ma ha soprattutto, costantemente e più di chiunque altro parlamentare, messo sotto accusa i vertici PD regionali e nazionali a partire dalle attività estrattive in Basilicata, per arrivare all’inquinamento del Pertusillo o a quello dell’inceneritore Fenice e potrei continuare a lungo tanto per quanto riguarda la Basilicata che altri contesti del nostro Paese”. Nel contesto di un’inchiesta che analizza l’iter di autorizzazione di due gasdotti, la Tap e l’Igi Poseidon, è importante analizzare la posizione di Zamparutti, che, lo ribadiamo, dà un colpo al cerchio e uno alla botte: partecipa alle manifestazioni contro la Tap ma poi, nel Parlamento, dove si agisce per atti formali, nel pieno delle sue funzioni di deputata che rappresenta il popolo italiano, chiede formalmente che l’iter di Tap venga accelerato. Questa sua posizione era sconosciuta, ad oggi, marzo 2013, a tutti i comitati che abbiamo sentito per l’inchiesta, esterrefatti da tanto trasformismo. Così come, prima della nostra inchiesta, non era chiaro quanto l’iter di Igi Poseidon fosse ormai agli sgoccioli, al contrario di Tap, e quanto, fare l’uno o l’altro sia indifferente per l’ambiente e i cittadini, parimenti depredati. Valutino i lettori se quella posizione di Zamparutti meritava di essere resa nota o no e se era una notizia o no. E si rassegni: è un politico e il nostro compito è controllare il suo operato, anche criticandolo. Piuttosto risponda la Zamparutti: perché ha chiesto in Parlamento che si acceleri l’iter di Tap? mlm Ecco l’inchiesta cui si riferisce Zamparutti: La guerra del gas E questo è l’articolo che la chiama direttamente in causa: Zamparutti vuole Tap

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