Portoselvaggio: un bando lo vuole quasi privato

Criteri di accesso per la gestione del parco naturale troppo selettivi. E si prevede l'esclusività dei servizi. Così un bene pubblico viene gestito in modo privatistico. Le associazioni insorgono

NARDO’ – Nei giorni scorsi il comune di Nardò ha pubblicato un bando per la concessione di servizi di allestimenti e gestione degli spazi espositivi della masseria Torre Nova e della casa del Capitano nel parco regionale naturale “Porto Selvaggio e Palude del Capitano” comprese le attività di educazione ambientale e fruizione turistica sostenibile. Il bando prevede che i ricavi di gestione a cura del concessionario ammontino a 711.115 euro, motivo per cui richiede ai partecipanti un fatturato di oltre 400.000 euro negli ultimi tre anni di cui 160.000 nel settore turistico ed educativo. Sulla base dell’esperienza degli operatori neretini e leccesi che lavorano nel settore turistico, culturale e didattico non solo a Porto Selvaggio ma in tutta la regione e dal confronto con realtà analoghe in altre regioni, le cifre paiono spropositate. L’esclusività di cui si parla all’articolo 7 del capitolato speciale intesa su tutto il territorio del parco, esclude dal continuare ad operare nel parco tutti coloro che anche nel Comune di Nardò operano già come guide professioniste, operatori qualificati dell’educazione ambientale e operatori culturali, impedendo la prosecuzione di iniziative già intraprese negli anni passati nell’area del parco, anche se da tempo già inserite in cataloghi locali, nazionali ed internazionali. Perché si parla di esclusività? Il territorio è pubblico, appartiene a tutti e tutti devono poterci accedere anche per lavorare. Altri parchi regionali salentini hanno debitamente promosso e valorizzato le realtà già esistenti ed operanti sul loro territorio, garantendo la qualità dei servizi e la prosecuzione di vita ad imprese create da chi ha voluto e saputo investire sull’ambiente, la sua conoscenza e fruizione sostenibile. Le associazioni chiedono dunque al Comune di eliminare l’articolo 7 del capitolato speciale e di scorporare i servizi di allestimento da quelli strettamente didattici e turistici garantendo in questo modo a tutti gli operatori del settore qualificati la possibilità di lavorare nel parco, aprendo ai professionisti oltre che alle imprese. “Ci piacerebbe – si legge in una nota formata da dall’associazione Avanguardie, Cooperativa FDM, Cooperativa Fluxus, Cooperativa Terrammare Teatro, Emanuela Rossi (guida ambientale escursionistica e guida turistica), Freeplan SNC (tour operator), Manuela Rizzo (guida turistica) – che gli amministratori di Nardò rispondessero alla nostra istanza con la stessa cura che ognuno di noi mette (da anni) nel raccontare Porto Selvaggio e i suoi tesori durante lo svolgimento del proprio mestiere. Non sacrificate decenni di esperienza, professionalità e amore per il territorio”. Questa richiesta sarà l’oggetto della conferenza stampa indetta per il prossimo 27 marzo (ore 17) presso la sede dell’associazione culturale Messapia (in via Michele Personé, 9). All’incontro sono invitati i cittadini, le associazioni, le imprese, gli amministratori, i politici e i giornalisti.

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