Il Tar: ‘La mamma dei boss può restare nel teatro’

Gallipoli. Accolto il ricorso di Palmira Pianoforte, madre di Salvatore e Rosario Padovano, contro lo sfratto del Comune

GALLIPOLI – Può restare nella casa dove ha abitato per 40 anni. Il Tar di Lecce ha accolto il ricorso di Palmira Pianoforte, la madre di due boss della Sacra Corona Unita, Salvatore e Rosario Padovano, l’uno morto per ordine del secondo, contro lo sfratto emesso dal Comune di Gallipoli lo scorso luglio. La donna occupa dal 1972 un’abitazione che si trova propria al primo piano del teatro Garibaldi a Gallipoli, di fronte al Comune. Lì ha vissuto con il marito Luigi ed ha cresciuto i due figli. Una situazione che tutte le Amministrazioni comunali, di destra e di sinistra, che si sono succedute alla guida della città, conoscevano e mai hanno fermato. Solo durante il periodo di commissariamento è venuta fuori, su segnalazione di un dirigente comunale. Così il commissario avviò l'iter per rientrare in possesso del bene pubblico. Ma la donna ha sempre sostenuto di essere legittimata a vivere lì da un contratto per i servizi di pulizie e guardianìa della struttura ed ha riferito di avere poi regolarizzato il contratto d’affitto a partire dal 1999, addirittura versando i canoni arretrati. Una tesi che il Comune ha invece smentisce. Ma che al Tar è sembrata valida per accogliere il ricorso della Pianoforte. Secondo i giudici infatti “l'alloggio in questione non ha destinazione pubblicistica” e dunque non è recuperabile al patrimonio comunale. “Risulta evidente – si legge nella sentenza della seconda sezione del tribunale amministrativo – che la casa ha perduto la sua originaria vocazione pubblicistica, essendo stata utilizzata per quaranta anni come abitazione privata”. Resterà privata, dunque, e la mamma dei Padovano potrà continuare a viverci. Concluso l’iter amministrativo, resta in piedi quello penale. Perché, in seguito alla segnalazione di occupazione abusiva, lo scorso febbraio gli uomini del Ros di Lecce guidati dal colonnello Paolo Vincenzoni hanno notificato nove avvisi di garanzia contro ex amministratori ed ex dirigenti, che hanno permesso o non hanno impedito alla famiglia mafiosa di vivere all'interno dell'edificio pubblico, adattato ad abitazione. Tra le persone destinatarie dell’avviso firmato dalla pm Elsa Valeria Mignone nell’ambito dell’operazione Galatea, ci sono anche l'ex sindaco Giuseppe Venneri e l'ex segretario comunale Guido De Magistris, accusati di concorso in omissione d'atti d'ufficio per essere stati a conoscenza dell'occupazione abusiva e non aver mai proceduto allo sfratto. Articolo correlato: Il Teatro comunale? E' la casa dei boss Padovano

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