Emergenza affitti. Sunia, un Piano casa straordinario

Lecce. Dal sindacato alcune proposte per venire incontro al disagio delle famiglie leccesi

LECCE – Un Piano casa straordinario da proporre agli amministratori del Comune di Lecce. Autore: il Sunia, sindacato degli inquilini. I dati forniti nei giorni scorsi da Bankitalia confermano che le famiglie che abitano in case in affitto sono le più vulnerabili. Il progressivo aggravarsi della crisi e l’aumento dei canoni mensili delle case in locazione negli ultimi dieci anni sono state le cause dell’impoverimento degli inquilini. Più di una famiglia su quattro è sotto la soglia di povertà e l’assenza totale di politiche abitative e di sostegno adeguate hanno contribuito pesantamente a peggiorare una situazione già drammatica. Accade a livello nazionale. Ma a livello locale non va meglio. Le famiglie di Lecce alle presen con il pagamento del canone d’affitto sono ormai allo stremo delle possibilità. Il lavoro, la casa, il sostegno al reddito alle famiglie, il futuro dei giovani sono le priorità su cui, secondo Sunia, il sindacato degli inquilini, è necessario costruire un nuovo Governo del Paese. “I cittadini in difficoltà economica non hanno più tempo di aspettare per poter avere assegnata una casa popolare – dice Mario Vantaggiato, componente la segreteria pugliese -.Il disagio abitativo lamentato dal Sunia si è già riverberato da anni anche sul nostro territorio, tanto che consideriamo non più accettabile questa situazione di disattenzione da parte delle istituzioni locali nei confronti del settore delle locazioni”. Secondo il Sunia, in questa fase di emergenza sociale, è necessario, adottare alcune misure urgenti a breve, medio, e lungo termine che consentano, a chi cerca casa o vive in affitto, di vedere migliorata la propria condizione abitativa e di vita. Una sorta di Piano casa straordinario da proporre agli amministratori del Comune di Lecce: – individuazione di suoli da destinare alla costruzione di nuovi alloggi popolari; – ristrutturazione e rifacimento degli edifici comunali dismessi da affittare a “canone concordato” alle famiglie a basso reddito; – sottoscrizione di un protocollo d’intesa denominato “salva sfratti” per la costituzione di un fondo risorse (alimentato attraverso un sistema sinergico di incentivi comunali, provinciali, regionali, bancari, di associazioni, fondazioni e donazioni volontarie, ecc.) da utilizzare per la sospensione immediata delle esecuzioni degli sfratti, già convalidati per morosità incolpevole, avviati nei confronti delle famiglie in difficoltà per l’anno 2013. L’auspicio del sindacato è che si attivi un tavolo di concertazione con le forze sociali per la discussione e l’attuazione delle problematiche abitative e lenire il disagio di molte famiglie.

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