Rimpasto. Il Pd batte i pugni. Vendola: ‘Pronto a dimettermi’

Bari. Blasi ha chiesto ai suoi di sospendere l’adesione alla Giunta fino ad una discussione nel partito. Vendola minaccia di andar via

BARI – Lo strappo è ormai avvenuto. Il Pd non accetta il rimpasto operato dal presidente della Regione Nichi Vendola. Non accetta, soprattutto, di aver perso la vicepresidenza ma nemmeno l’entrata in Giunta dei montiani. Il segretario regionale del Partito democratico Sergio Blasi ha chiesto ai “suoi” cinque di sospendere l’adesione alla compagine di governo del leader di Sel prima di una discussione collegiale nel partito. E Vendola, in serata, ha spiegato le sue scelte, rivolgendosi direttamente agli esponenti del Pd. Aggiungendo poi di essere pronto a dimettersi, se non dovessero essere comprese ed accettate. “Ho esercitato le mie prerogative – ha dichiarato il governatore -, consapevole che non si trattava di operare un semplice ritocco, ma di mettere in campo una vera innovazione. Ogni cambiamento comporta fibrillazioni e scosse di assestamento e dunque non mi pare di registrare alcun fatto inedito quando dai partiti e dal quadro politico giungono segnali di disagio o asperità polemiche. Del resto io ho posto preventivamente, a chiunque mi chiedeva anche con toni perentori di restare in Puglia, la questione di un cambio di passo, di un rafforzamento della mia squadra di governo: una necessità dettata dal rapido deterioramento della condizione socio-economica del nostro Paese e in particolare dell’intero Mezzogiorno. Io capisco fino in fondo le ragioni dei partiti ma i partiti devono capire che alla crisi che viviamo non si può replicare mettendo avanti gli equilibri interni e le mediazioni estenuanti sulle persone. La mia bussola è sempre stata la Puglia: intendo continuare su questo sentiero. Voglio inoltre precisare che non vi è alcuna convergenza politica con l’area cosiddetta montiana, che in Consiglio Regionale non è neppure costituita. Ho colloquiato in questi mesi con diversi consiglieri regionali in fuga dal centro-destra, da loro ho accettato suggerimenti e proposte, ho guadagnato la loro fiducia. In particolare ho avuto modo di apprezzare la competenza tecnica, il decoro comportamentale e la passione civile del giovane Leonardo Di Gioia, il quale mi ha recentemente comunicato l’intenzione di aderire alla mia maggioranza senza a chiedere in cambio. Penso che aprirsi a competenze ed esperienze diverse, tanto più in tempi di urla e di fanatismo, sia una via necessaria. E dunque si riparte”. “Se il Pd – ha aggiunto – ritiene che questa giunta sia una menomazione delle prerogative del partito di maggioranza relativa e propone di limitare l’autonomia del presidente della giunta, poco male: al Pd toccherà trovarsi non solo un nuovo governo, ma soprattutto un nuovo presidente. Le mie dimissioni sono a disposizione”. Articolo correlato: Regione, ecco la nuova Giunta

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