Agricoltura. Flai Cgil: ‘Una proposta di legalità’

Nardò. Il sindacato chiede di favorire l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro, partendo da un luogo fisico, come un locale pubblico

NARDO’ – Sono 400mila in Italia i lavoratori sotto “caporale” nel comparto agricolo. Nel Salento oltre l’80% dei lavoratori agricoli percepisce un salario inadeguato. La necessità di un’inversione di rotta nel mercato del lavoro in agricoltura è urgente più che mai. Una proposta su come rinnovare il settore arriva dalla Flai Cgil, che, insieme alla Cgil, la presenterà oggi a Nardò, presso il Chiostro dei Carmelitani. L’appuntamento è per le ore 16.30. All’iniziativa, intitolata “Mercato del lavoro agricolo e nuovo sviluppo rurale: lavoro, diritti, legalità”, parteciperanno il responsabile nazionale dell’Ufficio Legalità e sicurezza della Cgil Roberto Iovino, l’assessore regionale, Dario Stefàno, il segretario generale Flai Puglia Giuseppe Deleonardis, il sindaco di Nardò Marcello Risi, il segretario generale Flai Lecce Antonio Gagliardi, la segretaria confederale Cgil Lecce Antonella Cazzato. Il terreno su cui agire per ridisegnare un’Italia con più lavoro, passa, secondo la Flai Cgil, anche attraverso le modalità e i tempi con cui si incontrano offerta e domanda di lavoro. “Il settore agroalimentare è un comparto strategico nell'economia del Paese e può rappresentare un volano importante per il rilancio dell'occupazione e dell'intera economia – sottolinea Giuseppe Deleonardis, segretario Flai Cgil Puglia –. Il settore, però, soprattutto per il comparto agricolo, è anche quello nel quale è forte la presenza di forme di illegalità: episodi di sfruttamento, sottosalario, ricatto, intermediazione illecita, sono piaghe che affliggono i lavoratori e le lavoratrici del settore, con alti costi sociali”. Parlare e agire sul tema del mercato del lavoro significa intervenire su un’ipotesi di sviluppo e di crescita per il Paese. Per la Flai Cgil, però, non si può parlare di mercato del lavoro senza partire da quanto accade nel settore dell’agricoltura, del duro lavoro nei campi e nelle serre. “Un comparto – dice Antonio Gagliardi, segretario Flai Lecce – dove, più che in altri, l’incontro tra domanda e offerta di lavoro non è così facile e lineare, soprattutto non sempre è trasparente. Per guardare a un mercato del lavoro diverso dall'attuale– aggiunge Gagliardi – è fondamentale che il pubblico sia garante dell'incrocio tra domanda e offerta di lavoro, a partire dai luoghi dove esso dovrà avvenire, e che non possono essere gli incroci e le piazze dove all'alba i caporali reclutano la loro manodopera”. Come detto, secondo le stime del Primo Rapporto 2012 su agromafie e caporalato realizzato dall’Osservatorio “Placido Rizzotto”, in Italia i lavoratori sotto caporale nel settore sono circa 400mila (tra lavoratori locali, stranieri e irregolari). In agricoltura il lavoro sommerso, nel caso dei lavoratori dipendenti, è pari al 43%: non è difficile immaginare che sia proprio questo l'enorme serbatoio di riferimento per i caporali. Il caporalato in agricoltura ha un costo alto per le casse dello Stato, in termini di evasione contributiva, non inferiore a 420 milioni di euro l'anno. “Nel 1949, al Congresso nazionale di Genova, Giuseppe Di Vittorio presentava la proposta di un Piano economico e costruttivo per la rinascita dell'economia nazionale – dichiara Antonella Cazzato della Cgil Lecce -. Ieri, come oggi, è necessario ripartire dal lavoro, come grande questione non solo economica ma soprattutto culturale e sociale, di ruolo delle persone. Lavoro, dignitoso, come fattore di produzione di ricchezza e di emancipazione delle persone”. La proposta avanzata dalla Flai Cgil chiede che domanda e offerta di lavoro si “incontrino” in un luogo che sia pubblico, a partire dal luogo fisico: un locale dell’Inps, del Comune, della Regione. In queste sedi, ed attraverso elenchi di prenotazione al lavoro, sarà possibile un incontro trasparente e veloce tra domanda e offerta. Una modalità conveniente per le aziende, che, tramite quel canale ufficiale e legale, potrebbero avere accesso ad agevolazioni e premialità, e conveniente per il lavoratore che si vedrebbe garantiti diritti, tutele ed un salario secondo contratto. In questo modo si andrebbe a colpire alla radice il meccanismo di controllo delle “braccia” e lo sfruttamento da parte della criminalità organizzata e delle aziende che usano simile canale. Esempi normativi a cui la proposta Flai fa riferimento sono quelli della Regione Puglia sul versante della lotta al lavoro nero e alle evasioni contrattuali che, dopo i fatti dello “sciopero di Boncuri”, ha previsto le liste di prenotazione al lavoro agricolo, istituite nell’agosto del 2011 presso il Centro per l’Impiego di Nardò, così come gli incentivi per le aziende che fanno ricorso ad esse.

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