Aggressione Margilio. Il dna non è degli indagati

Lecce. Il dna ottenuto dall’esame della mascherina usata dall’aggressore non corrisponde a nessuna delle tre persone attualmente indagate

LECCE – Colpo di scena nelle indagini sull’aggressione ai danni dai coniugi Fabio Margilio ed Alessandra Ruggeri compiuta il 18 febbraio2011. Il dna trovato sulla mascherina indossata da uno degli assalitori non corrisponde a quello di nessuna delle tre persone attualmente indagate nell’inchiesta in mano alla pm Paola Guglielmi. I Margilio sono imprenditori e soci di maggioranza di una società operante nel settore dei servizi socio-assistenziali. Nel febbraio di due anni fa vennero aggrediti da due uomini con volto coperto da passamontagna e da mascherina da chirurgo mentre rincasavano. L’attenzione della pm si concentrò su un ex socio di Margilio, Antonio Greco, 57enne di Caprarica di Lecce, considerato il mandante dell’aggressione, e su Giuseppe Calogiuri, 45enne, indicato come l'esecutore materiale dell’agguato. Successivamente un terzo uomo è stato iscritto nel registro degli indagati. Ma l’esame del dna scompiglia le carte in tavola e getta dubbi sui risultati ottenuti dalle indagini fino ad oggi. 22 maggio 2012 Aggressione ai coniugi Margilio. Presi mandante ed esecutore LECCE – Vennero aggrediti da due uomini con volto coperto da passamontagna e da mascherina da chirurgo mentre facevano rientro a casa. Ma ora gli aggressori e soprattutto il mandante sono stati assicurati alla giustizia. I fatti risalgono al 18 febbraio scorso. I due malviventi si avventarono contro i coniugi Fabio Margilio e Alessandra Ruggeri con un bastone di ferro ferendo gravemente alla testa l’uomo. La moglie, che assistette alla scena, con le sue urla attirò l’attenzione di due sue nipoti che stavano anch’esse rientrando in casa; così il secondo aggressore cercò di colpirla alla testa intimandole in dialetto leccese di stare zitta. Poi i due banditi fuggirono via, lasciando cadere per terra il bastone sporco di sangue e la mascherina. Fabio Margilio riportò un trauma cranico commotivo con vasta ferita lacerocontusa e traumi multipli guaribili in 40 giorni; la signora, lesioni più lievi, guaribili in sette giorni. Gli inquirenti sono dalla loro denuncia e dalle dichiarazioni delle nipoti, uniche testimoni dell’aggressioni, per ricostruire l’accaduto e mettersi sulle tracce dei responsabili, iniziando a seguire una pista riconducibile all’attività lavorativa delle vittime, soci di maggioranza della società Ideass s.a.s. che si occupa della gestione di alcune case di cura. E scoprendo che i due, negli ultimi tempi, avevano avuto dei contrasti con un altro loro socio, Antonio Greco, che aveva intrapreso per proprio conto un’attività analoga a quella svolta dalla Ideass, intestandola a propri familiari e epr questo era stato allontanato dalla società. Ed il cerchio si è stretto proprio attorno a Greco quando la donna ha riconosciuto, in foto, uno dei suoi aggressori, il quale ha poi dichiarato di essere un dipendente del cognato di Greco. L’ex socio dei coniugi Margilio è stato così considerato il mandante dell’aggressione. Alla luce di questa ricostruzione dei fatti, il gip Antonia Martalò, con provvedimento del 21 maggio scorso, ha disposto gli arresti domiciliari per Greco, nato a Caprarica di Lecce il 12 giugno 65 per il reato di rivelazione di segreto professionale, per aver divulgato alcuni documenti inerenti due procedimenti penali pendenti a carico dei coniugi al fine di screditare la coppia e condizionare le scelte gestionali del nuovo amministratore della società Ideass a proprio vantaggio, ed offendendo la reputazione dei due. Greco è stato inoltre riconosciuto il mandante dell’aggressione ai Margilio, eseguita materialmente da Giuseppe Calogiuri di Lizzanello classe 1962, dipendente del cognato.

Giuseppe Calogiuri

Giuseppe Calogiuri Anche per quest’ultimo sono stati disposti gli arresti domiciliari con lo stesso provvedimento.

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