Melendugno. Si sbriciola la falesia

Melendugno. Nuovo crollo del costone roccioso, a meno di 20 giorni di distanza dal primo episodio

(ph: Enzo Merola) MELENDUGNO – E’ la seconda volta in meno di 20 giorni. E’ il territorio che si ribella, come può, all’avanzare dell’uomo. La falesia di Sant’Andrea, a Melendugno, continua a crollare. Si sbriciola, sotto l’effetto del vento e del maltempo. Il 13 febbraio a cedere è stata una porzione di roccia su cui era stata realizzata una stradina che consentiva l'accesso alla Grotta dei pescatori. Il nuovo crollo, ieri, ha riguardato l’area subito accanto. La zona era stata già messa in sicurezza dalla Guardia costiera che ne ha inibito il passaggio fino alla realizzazione di interventi di recupero. 14 febbraio 2013 Crolla la falesia di S. Andrea. ‘Tap non conosce il territorio’

MELENDUGNO – Sembra quasi che, stavolta, sia stato lui a parlare. Il paesaggio. Ed il messaggio arriva forte e chiaro, a chi lo sa sentire. A causa delle violente mareggiate dei giorni scorsi, la falesia di Sant’Andrea, a Melendugno, ha ceduto. A crollare è stata una porzione di roccia su cui era stata realizzata una stradina che consentiva l’accesso alla Grotta dei pescatori. L’area è stata messa in sicurezza dalla Guardia costiera che l’ha transennata ed ha inibito il passaggio fino a che no saranno effettuati degli interventi di ripristino. Ma i cittadini non si sentono affatto sereni. Tutt’altro. La messa in sicurezza della falesia è infatti una delle opere previste da Tap come “mitigazione” dei danni arrecati dalla presenza del gasdotto. “Il crollo della scogliera di S. Andrea non fa altro che confermare quanto siano false le parole di Tap sui presunti rinforzi della scogliera – ha commentato su facebook il Comitato No Tap – e la compatibilità della trivellazione verticale sulla costa rocciosa. Rileviamo solo la scarsa conoscenza di Tap del territorio. L'esperienza di Porto Miggiano avrebbe dovuto illuminare i tecnici Tap sulla fragilità della falesia salentina”. Qui la ricostruzione della vicenda Tap Qui la storia di Porto Miggiano

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!