Amianto. Lecce seconda in Puglia per concentrazione

IL DOSSIER. Concentrazione al 20% per la provincia salentina. Che è anche l’unica, in Puglia, ad esser dotata di un impianto autorizzato allo smaltimento

Una regione ricoperta da amianto. In Puglia, l’impiego del materiale nocivo “è esteso e massiccio e ha pesantemente coinvolto tutto il territorio”. E la Provincia di Lecce è, tra le province pugliesi, la seconda (dopo Bari) per concentrazione della pericolosa sostanza: 20%. Una percentuale che si traduce in un volume di 350.128,25 metri cubi. D’altra parte, Lecce è anche l’unica provincia pugliese dotata di un impianto autorizzato allo smaltimento di materiali da costruzione contenenti amianto. Questi sono solo alcuni dati contenuti nel “Rapporto ambientale” dell’Arpa che descrive il contesto in cui si collocano le azioni individuate dal “Piano” della Regione per la decontaminazione contro i pericoli derivanti dalla presenza di amianto. La sfida per la bonifica dell’intero territorio è lanciata, seppur in forte ritardo, sia “riguardo ai grandi siti industriali”, sia in merito “agli interventi sulle strutture pubbliche e private o ai piccoli siti”. Dal dossier di Legambiente (2010) si evince che in Puglia sono state bonificate 400 strutture, pari solo al 15% di quelle censite. E uno degli aspetti più complessi riguarda proprio i rifiuti contenenti amianto, provenienti dal settore industriale, edile e domestico. In quest’ottica, è necessario procedere “all’individuazione dei siti di smaltimento dei rifiuti inerti e di quelli pericolosi autorizzati in Puglia, alle volumetrie autorizzate e a disposizione negli impianti”. Per la normativa italiana (D.M. 27 settembre 2010), i rifiuti contenenti amianto possono essere smaltiti in due differenti modi: “in discarica per rifiuti pericolosi, solo se dedicata o dotata di cella dedicata; in discarica per rifiuti non pericolosi o dotata di cella mono-dedicata per i rifiuti CER 170605 (materiali da costruzione contenenti amianto), purché sottoposti a processi di trattamento e con valori verificati con periodicità stabilita dall'autorità competente presso l'impianto di trattamento”. Sul territorio regionale esiste solo un impianto autorizzato (AIA n. 83 del 19/01/2011- durata 5 anni) allo smaltimento di materiali da costruzione contenenti amianto (CER 170605), si trova nella provincia di Lecce “e ha ancora volumi residui pari a circa 13.000 mc”. Al 2010, sono invece in esercizio discariche per rifiuti inerti (a Brindisi e Taranto) e pericolosi (a Brindisi, Foggia e Bari) e, secondo il Rapporto, esiste la possibilità di allocare, nel breve periodo, una cella dedicata allo smaltimento di amianto per provincia. La mappatura realizzata per il 2012 indica, infatti, una considerevole presenza di edifici con coperture in fibrocemento in alcuni centri industriali di Foggia, Barletta, Modugno, Bari, Brindisi e anche nel Salento leccese, “scarsamente industrializzato, ma fortemente urbanizzato”. Il censimento evidenzia la presenza di “circa 5.000 tetti di amianto di cui 1.706 con dimensioni superiori a 500 m2 e 2.751 con dimensioni superiori a 200 m2. Tale dato estrapolato e incrementato con un fattore di conversione ha portato alla quantificazione di una volumetria di solo fibrocemento pari a circa 1.750.000 mc. A tali volumi occorre aggiungere i contributi di altri materiali contenenti amianto derivanti da differenti comparti”. Per la provincia di Lecce, le percentuali di concentrazione di amianto si attestano attorno al 20% (19,90 a Foggia; 5,24 a Taranto; 8,02 per Brindisi; 17,88 nella Bat e 28,95 a Bari) con un volume di 350.128,25 (mc). “L’esteso utilizzo dell’amianto in vari settori industriali quali raffinerie, petrolchimica, sansifici, cantieri navali, zuccherifici, poligrafici, laterifici e cementifici, ha pesantemente coinvolto tutta la regione” con una maggiore rilevanza nei poli di Bari (con lo stabilimento di cemento – amianto “Fibronit” per la manutenzione di rotabili ferroviari, attività portuale di movimentazione del minerale, attività siderurgiche, edilizia, uso nelle filiere produttive industriali agroindustriali), Taranto (cantieri navali, attività siderurgiche, attività militari), Brindisi: (petrolchimico, chimica di base), Lecce (produzione di rotabili ferroviari) e Foggia (industria chimica, manutenzione rotabili ferroviari). Al 2010, il territorio regionale risulta sufficientemente monitorato anche se tra le varie province “emerge una situazione disomogenea, con vari Comuni nei quali non è presente neanche una stazione di monitoraggio”. Nella provincia di Bari sono attive 15 cabine di rilevamento: otto nel comune capoluogo, due a Modugno, due a Molfetta, una per ciascuno nei Comuni di Casamassima, Altamura, Monopoli. Rilevano i dati per la rete Rrqa (Regionale di monitoraggio della Qualità dell'Aria) cinque stazioni, sei per la rete di Bari (a cui se ne aggiungono altre 2 nel 2011), tre per la rete della Provincia di Bari, una per la rete di Modugno. 15 anche nella provincia di Brindisi: nove nel Comune di Brindisi, due a S. Pietro Vernotico, una a Mesagne, Torchiarolo, S. Pancrazio Salentino, Francavilla Fontana. Per la rete Arpa rilevano i dati quattro cabine, cinque per la rete Rrqa, tre per la rete della Provincia di Brindisi, tre per la rete di Banchina Costa Morena (inattive dal 2011). Nella provincia di Lecce sono attive 13 cabine di rilevamento, sei delle quali nel Comune di Lecce, due a Galatina e una per ciascuno dei Comuni di Surbo, Guagnano, Arnesano, Campi Salentina e Maglie. Rilevano i dati per la rete Rrqa cinque cabine, per la rete del Comune di Lecce quattro cabine, e altre quattro per la rete della Provincia di Lecce. Altrettante ce ne sono nella provincia di Taranto: sei nel Comune di Taranto, due a Statte, una per ciascuno dei Comuni di Grottaglie, Manduria, Martina Franca, Talsano e Massafra. Per la rete Arpa, i dati sono rilevati da quattro cabine, cinque da Rrqa e quattro per la rete della Provincia di Taranto. Cinque le cabine di rilevamento in provincia di Foggia, tutte afferenti alla rete Rrqa, 4 delle quali a Manfredonia e 1 a Monte S. Angelo. Nella provincia Barletta-Andria-Trani sono attive tre cabine di rilevamento, una ad Andria, afferente alla rete di monitoraggio della provincia di Bari, e due nel Comune di Barletta, afferenti alla rete del Comune di Barletta. Articoli correlati: Di amianto si muore Combattere l’amianto. La Regione ha un Piano

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