Torre Veneri. Guido accusa la Regione

 

Lecce. Via Capruzzi sarebbe responsabile di ritardi, negligenze o di non aver affatto stipulato i disciplinari del Poligono. Che nel 2015 si trasfomerà in un Centro di simulazione virtuale

LECCE – Mentre il dibattito attorno al poligono di tiro di Torre Veneri è concentrato, in questi giorni, sulla eventualità della presenza di uranio contenuto nel munizionamento israeliano di cui si è trovata traccia nei fondali dell’area, l’assessore comunale all’Ambiente Andrea Guido si scaglia contro l’amministrazione regionale guidata da Nichi Vendola, responsabile, a suo dire, di imprecisioni e ritardi nella stipula dei disciplinari d’uso e della tutela ambientale del Poligono. Guido avanza anche l’ipotesi che i documenti non siano stati affatto redatti, attribuendo a Via Capruzzi ogni responsabilità di questa negligenza. “Ho richiesto formalmente alla Scuola di Cavalleria l’accesso al Disciplinare d’Uso e al Disciplinare per la Tutela Ambientale del Poligono di Torre Veneri – ha riferito l’assessore -: è passato più di un mese ed ancora non ci è pervenuta alcuna risposta. Come dovrei interpretare questo silenzio? L’unica spiegazione ammissibile è che, con ogni probabilità, questi atti, previsti dalla legge, presentino delle imprecisioni o delle incongruenze o, addirittura, non siano mai stati redatti”. I due documenti a cui fa riferimento Guido – il primo di pertinenza delle Amministrazioni centrale e regionale, il secondo delle Forze Armate, ma da redigere di concerto con il Comitato misto paritetico a cui prendono parte consiglieri ed assessori delegati dal presidente della Giunta regionale – trovano fondamento nella legge n.104 del 1990. Secondo tale provvedimento viene demandata alle Regioni e all’Autorità militare la stipula di disciplinari d’uso per le aree addestrative terrestri, marittime ed aeree. “In Toscana e nelle Marche, per quanto riguarda il Poligono di tiro permanente di Carpegna – spiega Guido – entrambi i disciplinari sono stati adottati e la salvaguardia ambientale e la salute dei cittadini è stata garantita. Nella fattispecie, gli enti fruitori del Poligono, grazie ai Disciplinari approvati, hanno l’obbligo di attuare tutte le misure necessarie per assicurare la totale bonifica da eventuali residuati esplosivi nell’area attiva del poligono al termine delle esercitazioni a fuoco e di attuare tutte le misure necessarie per evitare danni alla vegetazione arborea e alla fauna in generale”. Il Poligono di Torre Veneri, un lembo di territorio tra Frigole e San Cataldo che si affaccia sull’Adriatico, è incastonato nei 160 ettari di zona Sic (sito di interesse comunitario) e rappresenta un sito di notevole pregio naturalistico che confina a nord con il Parco di Rauccio e, a sud, con la riserva naturale delle Cesine. Di recente l’assessorato alle Politiche ambientali ha avuto notizia che entro il 2015 il Poligono sarà sostituito con un Centro di simulazione virtuale. Le esercitazioni militari a fuoco lasceranno definitivamente la scena a dei sistemi computerizzati. “Ne prendo atto con soddisfazione – ha commentato Guido –, sarà un pensiero in meno, senza ombra di dubbio. Anche se non ho mai cercato soluzioni così estreme come la chiusura del Poligono. Si tratta del primo passo per far tornare fruibile un area dal così alto valore naturalistico e paesaggistico. Ciò che più mi ha fatto riflettere nel corso di questa vicenda, è stato l’aver appurato la totale mancanza di interesse per la salvaguardia del nostro territorio e della salute dei nostri cittadini da parte dell’Amministrazione regionale guidata da Vendola, che, ancora una volta, a mio avviso, ha dimostrato di non saper tradurre in fatti e interventi fattivi tutta quell’attenzione per i temi dell’ecologia che continuamente millanta di avere”. Articoli correlati: Uranio impoverito: le armi israeliane Il poligono dei veleni Costa: ‘Al Poligono, traffico clandestino di metalli pericolosi’ Qui la ricostruzione delle ultime vicende legate al Poligono

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Info sull'autore

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!