Imprese. Il Salento resiste

Lecce. Il 2012 ha confermato la crisi di agricoltura, Tac, commercio, bene i servizi e l’energia

LECCE – Nonostante le gravi difficoltà in cui versa l’economia, il sistema imprenditoriale salentino tiene. Il 2012 si è chiuso con un saldo attivo di 516 nuove aziende e un tasso di crescita positivo dello 0,71%. Il saldo scaturisce da 5.965 nuove iscrizioni, diminuite rispetto allo scorso anno di 406 unità, e da 5449 cancellazioni, leggermente aumentate (17 unità) rispetto al 2012. Il numero complessivo delle imprese è leggermente diminuito (-0,10%) passando da 73.014 alla data del 31 dicembre 2011 alle attuali 72.942. Se a livello nazionale hanno chiuso i battenti 1.000 imprese al giorno, nella provincia di Lecce sono state 15, compensate però da oltre 16 nuove aperture giornaliere. Il tasso di crescita medio nazionale per il 2012 è stato +0,31% , quello medio pugliese è stato pari a + 0,12%. L’imprenditoria salentina, in ambito nazionale si colloca al 18° posto per tasso di crescita, mentre nell’ambito della regione Puglia si conferma la più vitale delle province, seguita da Taranto e Foggia che hanno registrato dei tassi di crescita positivi, rispettivamente pari a +0,18% e 0,16%. Negativi, invece i tassi di crescita delle province di Bari (-0,02%) e Brindisi (-0,65%). La Puglia nel complesso ha realizzato un tasso di crescita pari allo 0,12%, inferiore alla media nazionale. // I settori economici Al 31 dicembre 2012 il saldo delle “imprese non classificate” è molto elevato: ben 1.514 imprese, che solo in un momento successivo (quando concretamente svolgeranno l’attività per cui si sono iscritte all’anagrafe delle imprese) saranno attribuite ai vari settori economici. Per questa ragione, l’analisi settoriale non può essere precisa come sarebbe se le imprese non classificate fossero state già collocate nei settori economici di appartenenza. Premesso ciò, si evidenzia il saldo negativo del comparto agricolo: – 392 imprese con un tasso di crescita pari a -3,8%. Anche il manifatturiero chiude l’anno in rosso con -220 aziende, buona parte imputabile all’artigianato che chiude l’anno con – 131 imprese. E’ il settore moda (tessile, abbigliamento e calzaturiero) a registrare le perdite più pesanti con -88 aziende, di cui 73 del comparto abbigliamento. Il settore del legno (-25) e quello della fabbricazione di mobili (-13) perde 38 imprese, e l’industria della carpenteria metallica ne perde 45. Le imprese commerciali complessivamente chiudono l’anno con -318 imprese e un tasso di crescita pari a -1,4% e sono soprattutto le imprese del commercio al dettaglio a chiudere (-213). Anche il settore dei servizi di alloggio e ristorazione perde 91 imprese, ma nel comparto le chiusure sono da imputarsi esclusivamente alle attività di ristorazione (- 99), poiché le strutture ricettive registrano un saldo positivo di 8 unità. Non mancano, però, i segnali positivi, che vengono soprattutto dalle imprese dei servizi che chiudono l’anno con un saldo di 54 nuove aziende, delle quali 37 riconducibili ai servizi alle persone; anche i servizi alle imprese registrano un saldo positivo pari a 24 unità. Un vero exploit, con un tasso di crescita dell’11,65%, spetta al settore energetico in forte espansione, anche se i valori assoluti sono contenuti: solo 12 imprese in più nel corso dell’anno. Anche il comparto delle costruzioni registra un saldo positivo di 27 imprese. Ad oggi, la struttura imprenditoriale salentina risulta fortemente “terziarizzata”. Il commercio rappresenta il 31% del totale delle imprese e i servizi oltre il 23%. Il 14,8% è rappresentato dalle imprese dell’edilizia e il 13,7% dalle imprese agricole. Il manifatturiero rappresenta poco meno del 10% del totale delle imprese salentine. // I Comuni I Comuni che nell’anno 2012 hanno realizzato il tasso di crescita più elevato sono Sanarica (5,66%), San Cesario (5,60) e Zollino (4,93%), mentre quelli che hanno chiuso l’anno con un tasso di crescita negativo sono Martignano (-4,58%) Morciano di Leuca (-3,51%) e Diso (-3,06%). Considerando il valore assoluto dei saldi, ai primi posto della classifica vi sono, com’è facile immaginare, i Comuni più grandi, e che dunque hanno un maggior numero di imprese: Lecce, Gallipoli e Nardò rispettivamente con 224, 77 e 50 imprese. Leverano (-24), Campi e Taurisano, entrambi con – 23, hanno realizzato i peggiori saldi.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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