Turismo. La sfide della Puglia

Da “ospitalità spontanea” a “industria di ospitalità”. Un protocollo con Calabria e Basilicata per rilanciare l’offerta del Sud

Dopo il riconoscimento definitivo del Distretto del Turismo pugliese nel novembre 2012, la giunta regionale, a distanza di due mesi, rinnova la sfida di riqualificazione dell’offerta turistica attraverso l’adozione di un protocollo d’intesa con Basilicata e Calabria. Obiettivo, lo sviluppo del litorale costiero e di tutta l’area affacciata sull’arco ionico del Mezzogiorno d’Italia, compresi l’entroterra e le zone limitrofe che offrono attrazioni naturalistiche, archeologiche e storico – artistiche di grande rilevanza. La cooperazione tra istituzioni mira a realizzare un progetto di interventi in grado di definire un polo di attrazione di interesse nazionale e internazionale grazie anche alle caratteristiche del territorio quali l’omogeneità morfologica, l’ambiente naturale non contaminato, la sussistenza di risorse culturali e testimonianze ereditate dal passato, i livelli di dinamicità economica e imprenditoriali. Sulla base di queste condizioni, la collaborazione tra le Amministrazioni vuole innescare un percorso di crescita che, muovendo i passi dal settore turistico, sia in grado di dare impulso e stimolo allo sviluppo dell’intera economia territoriale. La consapevolezza della necessità di un intervento sinergico tra le tre Regioni – si legge nel Bollettino Ufficiale di Puglia del 15 gennaio 2013 – è rafforzata dal coinvolgimento di un partenariato economico e imprenditoriale locale già pronto ad attivarsi, impegnando e indirizzando le proprie capacità di investimento verso la diversificazione e la qualificazione dell’offerta turistica. Si tratta, come spiega il protocollo, di migliorare l’efficienza nell’organizzazione e nella produzione di servizi a sostegno dell’accoglienza e della permanenza dei visitatori; di coinvolgere le popolazioni residenti per ridurre l’impatto sociale del turismo, di valorizzare e coordinare le attività di promozione dei soggetti che operano nell’ambito del settore utilizzando una strategia unica di marketing territoriale; di superare campanilismi e visioni parziali; di diversificare e destagionalizzare l’offerta; di posizionarsi sui mercati internazionali e di incentivare forme innovative di turismo sostenibile. A monitorare sull’attuazione del protocollo (valido fino alla fine del 2020, con possibilità di proroga) sarà un Comitato tecnico – consultivo. Ma un progetto decisamente ambizioso come questo ha bisogno di risorse con cui realizzare la propria pianificazione e le Regioni si impegnano, di concerto, a individuare le fonti per sostenere l’Intesa. Una possibilità di crescita è offerta dal nuovo ciclo di programmazione europea dei fondi strutturali 2014/ 2020, da intercettare, ad esempio, per il completamento degli interventi della rete dei trasporti. Ma i campi di applicazione sono svariati e vanno dalla previsione di misure di sostegno all’imprenditoria privata interessata a investire nel settore della ricettività turistica di qualità alla promozione dell’uso di tecnologie web 2.0 (che favorirebbero anche la nascita di nuove professionalità e nuove aziende legate all’uso degli strumenti informatici). La comunicazione digitale è, infatti, uno strumento in grado di agevolare il posizionamento strategico sui mercati. Interessante anche la possibilità di rendere operative collaborazioni con grandi network dell’informazione per realizzare programmi e grandi eventi. Insomma, l’occasione è ghiotta e le risorse di Bruxelles, se sfruttate saggiamente, potrebbero essere il viatico migliore per destinare, questo scorcio di Sud, allo sviluppo e allo splendore che merita. “Il turismo del Mezzogiorno – si legge nel protocollo – non è certamente più solo ‘ospitalità spontanea’, ma non è ancora ciò che dovrebbe essere, ovvero ‘industria di ospitalità’”. E’ tempo che il paradigma cambi.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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