Chiude la Posta. Cittadini in difficoltà

La deputata Teresa Bellanova ha chiesto al ministro Passera di convocare Poste Italiane e cercare una soluzione ai disagi di Frigole, Boncore e Serrano

Da quando Poste Italiane ha deciso la soppressione degli uffici postali di Frigole, Boncore e Serrano, i disagi per i cittadini non hanno tardato a manifestarsi. Molti di loro sono infatti pensionati e persone che, senza uno sportello nelle vicinanze, si ritrovano nella seria di difficoltà di non riuscire a raggiungerlo. La deputata del Pd Teresa Bellanova ha così scritto al ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera chiedendo di intercedere presso Poste Italiane affinché revochi il provvedimento di chiusura delle tre sedi postali. Al Ministro dello Sviluppo Economico Dr. Corrado Passera Oggetto: Soppressione uffici postali provincia di Lecce Egregio Ministro Passera, Le scrivo per rappresentare un problema che da qualche settimana in provincia di Lecce sta determinando una situazione di forte preoccupazione tra la cittadinanza, manifestata anche a mezzo stampa, a causa della chiusura degli uffici postali in alcune località salentine. Risulta essere noto che a fronte di una proposta, avanzata da Poste Italiane, di chiusura di diciotto uffici postali nella sola provincia di Lecce ad oggi sono stati chiusi solo tre uffici nelle comunità di Frigole, Boncore e Serrano. Queste chiusure hanno determinato un grado di disagio tra i cittadini molto elevato. Si tratta di agglomerati urbani caratterizzati, tra l’altro, da un insediamento di pensionati che spesso vivono da soli e non sono in grado di potersi spostare autonomamente. Poste Italiane nel rimodulare la chiusura degli uffici postali ha evidentemente deciso di non tenere conto delle esigenze di queste persone, e soprattutto di quelle che sono le cosiddette “fasce deboli” della nostra società alle quali si dovrebbe fornire un supporto in termini di maggiore offerta dei servizi. Sono a conoscenza che l’Accordo di Programma per il Servizio Universale Postale tra il Governo e Poste Italiane prevede l’obbligo per l’azienda di aprire solo gli uffici postali nei comuni e non nelle frazioni, ma vorrei fortemente sottolineare che queste tre comunità possono essere definite frazioni “anomale” per la distanza che le separa dal più vicino centro urbano, per la carenza infrastrutturale e di trasporti che le collegano al centro urbano e per la densità di persone residenti. I cittadini fortemente esasperati in queste ore stanno organizzando manifestazioni pubbliche per socializzare il grado di disagio che si trovano a vivere ponendo una domanda dirimente, vale a dire come mai per tutti gli altri uffici della provincia di Lecce si è riusciti a raggiungere una soluzione, mentre per i tre sopracitati non si è inteso compiere alcuno sforzo concertativo. Non potendo restare sorda rispetto a queste istanze Le chiedo cortesemente di convocare quanto prima la dirigenza di Poste Italiane per addivenire ad una soluzione che non penalizzi cittadini, quali gli anziani, che sono impossibilitati a muoversi dal proprio centro e che, in una società come la nostra, molto spesso finiscono per essere relegati in una condizione di solitudine o dipendenza da terzi e per i quali anche il solo recarsi presso l’ufficio postale per il disbrigo di pratiche rappresenta una importante riserva di autonomia nella vita quotidiana. Certa di un Suo rapido interessamento e riscontro, colgo l’occasione per inviare i miei più cordiali saluti. On. Teresa Bellanova

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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