Ge.co ambiente. Tutto tace

 

Casarano. L’iter autorizzativo non è partito. Il sindaco: “Questione delicata. Dobbiamo studiarlo bene”

CASARANO – Tutto tace. E anche questa è una notizia. Dopo l’ok dalla Provincia, che ha dato il nulla osta all’impianto di compostaggio che la Ge.co ambiente vuole realizzare nella zona industriale di Casarano, l’iter autorizzativo non ha fatto passi avanti. Non si tratta di un impianto da poco. I legami con le aziende della famiglia Rosafio-Scarlino, sono molto forti. Il settore, quello dei rifiuti, è lo stesso per cui i componenti della famiglia Rosafio-Scarlino hanno condanne in secondo grado, mentre il processo d’appello per modalità mafiose a carico di Gianluigi Rosafio è in corso. “La vera e propria attività autorizzativa deve ancora iniziare – ha detto il sindaco di Casarano e assessore provinciale Gianni Stefàno, che abbiamo sentito per chiarimenti. Il parere rilasciato dal Comune è solo un parere urbanistico. L’iter autorizzativo inizierà con la conferenza dei servizi. All’interno della conferenza dei servizi l’Ente esprimerà le proprie osservazioni”. La Conferenza dei servizi è stata convocata? Perché su nessun albo pretorio abbiamo trovato notizia. “No, non è stata convocata”. Quando verrà convocata, come si esprimerà il Comune? Perché il parere urbanistico è stato già rilasciato ed è favorevole… “Quello era un parere tecnico, l’ha rilasciato l’ufficio competente. Noi, almeno da un punto di vista politico, non abbiamo valutato il progetto. Né abbiamo ancora studiato le eventuali ricadute sull’ambiente. Lo faremo quando saremo chiamato a dare un parere in sede di conferenza dei servizi. Ad oggi non conosco il progetto, né conosco se vi siano punti di criticità o benefici”. L’autorizzazione provinciale, cioè il a osta e la non assoggettabilità alla Via, che ho letto, contiene la sintesi del progetto, che abbiamo anche pubblicato. E’ on line. Il punto di forza della produzione prevista dall’impianto, è il trattamento della parte organica dei rifiuti solidi urbani (RSU) e dei fanghi di depurazione: rispettivamente arriveranno nell’impianto, perché vengano trattati, 6000 tonnellate di RSU e 4.800 tonnellate di fanghi. Mi sembra una quantità talmente enorme, che mi sembra strano che la Provincia abbia scritto che non c’è bisogno di valutazione d’impatto ambientale (Via). Lei che ne pensa? “La Provincia ha una struttura tecnica che finora non ha mai fatto cose fuori dalla logica e dalla norma. Ripeto, io il progetto non lo conosco, devo approfondire e lo farò. Progetti così delicati vanno trattati con cautela, quando partirà l’iter autorizzativo e se partirà”.

11 dicembre 2012 Geco ambiente. Ok dalla Provincia all’azienda in odor di Scu

CASARANO – Va avanti incontrastato l’iter per l’insediamento di un impianto di compostaggio a Casarano che fa capo alla Geco ambiente. Ha ricevuto infatti il a osta dall’Ufficio Ambiente della provincia di Lecce Dario Corsini, secondo il quale l’impianto di compostaggio non deve essere sottoposto alla Valutazione di impatto ambientale. Ecco la determina della Provincia Via libera, dunque, e a decidere sarà il Comune di Casarano, che dovrà soprattutto dire se vuole o no che nella propria zona industriale s’insedi una nuova azienda della costellazione dei Rosafio-Scarlino. Perché, prima di esprimersi, il sindaco e i dirigenti comunali hanno pieno potere di chiedere che, attraverso un’attività ispettiva, la Procura verifichi il pericolo di infiltrazioni mafiose all’interno dell’azienda. Non si tratta infatti di un’azienda qualunque. Come abbiamo ampiamente illustrato qui, il legale rappresentante della Geco ambiente, Luca Erriquez, è lo stesso dirigente della Cogea, l’azienda che fa capo allo stesso gruppo societario e che è stata già raggiunta da due interdittive antimafia, per cui, dopo essersi aggiudicato in via provvisoria l’appalto per la gestione del servizio di igiene urbana al Comune di Casarano, gli è stato revocato. Ora la Geco ambiente, riconducibile come detto all’Anci ambiente, e alla famiglia Rosafio-Scarlino (Tiziana Luce Scarlino è la figlia del boss della Scu Pippi Calamita, all’ergastolo) ha superato il penultimo step, quello dell’approvazione della Provincia, la cui decisione è stata presa nel chiuso degli uffici, senza passare dalla Commissione ambiente. Il dirigente Corsini tuttavia ha dato una serie di prescrizioni: – l’impianto dovrà adottare una serie di precauzioni per contrastare l’inquinamento di suolo, sottosuolo ed acque sotterranee; – dovrà effettuare periodiche “bagnature” delle aree di cantiere e dell’eventuale stoccaggio di inerti polverosi; – recintare le zone in cui sono stoccate polveri; – numerare, sotto la supervisione di un agronomo, gli ulivi da espiantare. L’impianto tratterà rifiuti organici biodegradabili non pericolosi per un totale di 15.500 tonnellate all’anno; occuperà un’area ulivetata di 15.000 metri quadrati. Ci saranno cattivi odori? Secondo la provincia no, perché i rifiuti verranno coperti da speciali teli che impediranno le variazioni di temperatura che determinano gli odori. Sarà previsto un pozzetto per raccogliere il percolato (che già di per se è inquinante e nauseabondo). Se si produrrà percolato, e si produrrà, perché è previsto un pozzetto per raccoglierlo, come mai si decide di non sottoporre alla Valutazione di impatto ambientale l’impianto? Ci sarà inquinamento sonoro? Secondo la Provincia non sarà un problema perché l’area è abbastanza lontana (2 km) dall’abitato. Ma chi conosce la zona sa che quella industriale di Casarano è un’area già fortemente compromessa e intensamente abitata, tanto che qualunque tipo di impianto che abbia impatto sulla qualità dell’aria, secondo la relazione Arpa del 2010, che si esprimeva sull’impianto a biomasse dei fratelli De Masi, è da evitarsi, perché anche solo un’emissione nell’aria in più è un’emissione di troppo. Adesso invece un impianto che produce percolato e cattivi odori, non viene sottoposto alla Via. L’incremento del volume di traffico da camion che trasportano i rifiuti non è stato considerato notevole. I Rosafio-Scarlino hanno l’uno (Rosafio) un processo in appello sulle spalle per atteggiamento mafioso e condanne per traffico illecito di rifiuti pericolosi, mentre l’altra (Scarlino) si è visti prescritti una serie di reati ambientali sempre collegati allo smaltimento di rifiuti tossici (leggete qui). Adesso la palla passa al sindaco di Casarano Gianni Stefàno. Ma Stefàno è assessore all’Energia della Provincia di Lecce, proprio il ramo competente ad esprimersi (pianificando politicamente lo sviluppo del settore) anche su impianti di compostaggio come quello di Casarano. Si accettano scommesse: Stefàno sindaco si esprimerà contro Stefàno assessore?

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