Crisi TAC: si perdono speranze ricollocazione

Casarano. Riceviamo e pubblichiamo il cumunicato del Circolo SEL di Casarano “Peppino Impastato”

Cassandre? Ebbene si, chiamateci Cassandre. A quanto pare le facile profezie si stanno avverando una ad una; tutto ciò che SEL prevedeva mesi fa (se non anni) pian piano sta diventando la lugubre realtà! Le operaie e gli operai del cosiddetto TAC stanno gradualmente perdendo ogni speranza di ricollocazione e nessuno pare riesca a sbloccare questa dannata situazione. Per dare senso compiuto alla parola sinistra che ci fregiamo di rappresentare, nella serata di ieri ci siamo incontrati con il gruppo di lavoratori che sta cercando di reagire a questa grave situazione. Le istituzioni locali sembrano sorde ed incapaci a risolvere questo enorme problema. L’indolenza (o l’incapacità) ha preso il sopravvento ed a partire dall’amministrazione comunale (ente che dovrebbe rappresentare le istanze di un territorio) molti sembrano riluttanti a lottare per salvare il salvabile; abbiamo più volte indirizzati degli appelli a tutti affinchè si mobilitassero per salvare quel patrimonio comune che ha visto Casarano essere negli anni scorsi il fior fiore dell’economia salentina; ma a; le parrocchie sono riluttanti, il sindaco e l’amministrazione derubrica costantemente questo problema a questione secondaria (non dimentichiamoci chi nella campagna elettorale per le comunali ha supportato la dirigenza della Filanto) l’associazione commercianti da noi contattata direttamente ha fatto orecchio da mercante (come forse è ovvio) e la cittadinanza percepisce questo problema come un “fastidio ronzio”. Ma vorremmo ricordare a tutti che la responsabilità è di tutti. Non avremmo mai voluto far diventare questo argomento di una parte, ed abbiamo cercato sempre di tenere le nostre “bandiere” riposte nei cassetti. Ma oggi è già tardi per il lavoro ed è paradossale che si rischi di far avere oltre al danno enorme della mancanza del lavoro, la beffa della mancanza degli ammortizzatori sociali. All’accordo firmato in provincia lo scorso 31 ottobre, non può seguire l’effettivo iter fino alla nomina del nuovo ministro. Quindi da oggi, data l’incapacità di molti di elaborare un progetto concreto, attueremo tutto ciò in nostro potere per dipanare questa matassa. E che la gente sappia che noi ci abbiamo provato a non far diventare partigiana questa battaglia. A brevissimo organizzeremo degli incontri con chi ha la voglia di lottare ed il potere di decidere. Noi continuiamo ad essere a disposizione di chi vuole stare al fianco dei dimenticati.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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