Mo.Vi: ‘Disabili, Regione Puglia promossa’

// INCHIESTA. Il referente della federazione pugliese ‘Puglia solidale’ Mario Ardito giudica positivamente l’attività di Via Capruzzi a sostegno della disabilità

Si chiama Mo.V.I. ed è il Movimento Volontariato Italiano. La federazione pugliese ‘Puglia solidale’ (Federazione Regionale per il Superamento dell'Handicap – Puglia, Associazione di Promozione Sociale, denominata FISH Puglia Onlus) è attualmente composta da circa 30 gruppi/associazioni, distribuite prevalentemente nelle province Bari, Bat e Foggia. Come le altre sparse sul territorio nazionale, persegue alcuni importanti obiettivi, tra i quali, in primis, quello di promuovere e difendere i diritti delle persone con disabilità con l'intento di realizzare il superamento dell'handicap e una situazione di pari opportunità per tutti i cittadini. Come? Attraverso strumenti progettuali che consentono alla Federazione di raggiungere gli scopi e gli obiettivi prefissi, tra essi: l’approfondimento delle possibili strategie per lo sviluppo futuro della concertazione sociale soprattutto relativamente al ruolo che deve avere il volontariato, il rafforzamento e l’espansione di una rete del volontariato su base anche provinciale, lo sviluppo di una particolare attenzione al lavoro di rete sul territorio sostenendo coordinamenti territoriali già presenti o favorendone la nascita. “Al momento – spiega il referente Mario Ardito – stiamo lavorando su un progetto nazionale finalizzato al consolidamento delle Reti per il Cambiamento Sociale. In questo momento avvertiamo cioè la necessità di individuare strategie comuni per passare dalla logica assistenziale, sempre più spesso autoreferenziale a quella della funzione politica del volontariato, intesa come azione per il cambiamento sociale e culturale del Paese e del territorio in cui si opera. Un’azione finalizzata a contrastare ogni forma di esclusione e discriminazione e a promuovere giustizia sociale e cittadinanza attiva”. La federazione pugliese ha già realizzato molti progetti come, ad esempio, centri d’ascolto, centri di documentazioni e consulenze, aiuti nella vita quotidiana delle persone diversamente abili. Arditi giudica positivamente l’ultima legge regionale, la numero 39 del 10 dicembre scorso, per la tutela dei gravi portatori di handicap. Gli abbiamo chiesto, al di là dell’ultima norma approvata, quale sia l’attenzione del territorio alle problematiche dei disabili. Che cosa pensa della legge 39 del 10 dicembre 2012 per la tutela dei gravi portatori di handicap? E' secondo lei uno strumento sufficiente per alleviare i disagi dei disabili? “Credo sia un ulteriore significativo passo in avanti della normativa in favore delle persone con disabilità e delle loro famiglie; è risaputo quanto la legislazione italiana in materia di integrazione e di assistenza ai disabili sia considerata a livello europeo, una delle più avanzate; il problema riguarda la sua applicazione, le procedure burocratiche così complesse che talvolta inficiano ogni buon proposito. Purtroppo proprio in tale settore spesso le leggi sono dimenticate prima ancora che disapplicate: un esempio sono le norme sull’inserimento lavorativo (L.68/1999), quelle più recenti sulla ‘non discriminazione’ (L.67/2006); insomma accanto alla responsabilità di chi ci amministra vi è la responsabilità individuale e sociale di una comunità che spesso dimentica chi vive in situazione di difficoltà e di fragilità”. Qual è secondo lei la condizione dei disabili in Puglia? Che cosa si fa e cosa invece ancora manca? “Senza timore di smentita si può dire che le politiche sociali nei confronti delle persone disabili sono notevolmente migliorate sul nostro territorio pugliese: Ricordiamo che fino al 2005 avevamo un assessorato che si occupava di sanità e servizi sociali, insieme, e che la spesa sociale pro capite nella nostra Regione era tra le più basse in assoluto; una suddivisione delle competenze, una programmazione partecipata e un’allocazione di risorse consistenti ha permesso di produrre politiche di inclusione e di integrazione di tutto rispetto. La Regione Puglia dovrà lavorare ancora tanto per colmare lo scarto maturato nei decenni scorsi ma dovremo lavorare tutti, terzo settore, agenzie sociali ed educative, enti locali, per fare in modo che maturi una società più solidale, più accogliente e più attenta alle pari opportunità: non basta creare efficienti centri diurni, accoglienti associazioni per disabili, avanzati centri di riabilitazione… se poi il disabile rientra in un contesto familiare poco stimolante o frequenta una scuola poco inclusiva o vive in un quartiere poco solidale”? Articoli correlati: Disabili. La legge rimuove le barriere Lecce ‘a ostacoli’ Bilanci e nuove misure. La Regione per i disabili Residenze per disabili. I numeri

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