Francesco: ‘Il terzo Natale senza Lucia’

Lecce. Ancora nessuna notizia sulla sua compagna. Ma il 14 dicembre Francesco ha un incontro con l’équipe medica che la segue. E spera che gli dicano dove si trova

LECCE – “Quello che si avvicina sarà il terzo Natale senza Lucia”. Francesco, il compagno di Lucia D’Alò – una giovane donna ospitata in libertà vigilata in comunità psichiatriche sin dal 2001, quando cominciarono a manifestarsi i primi segni della patologia – ne ha perso le tracce dallo scorso 18 ottobre. Non sa nemmeno se sia viva. Non sono sposati, quindi non ha diritto di sapere che fine abbia fatto. Né lui, né il bambino di quattro anni che hanno avuto insieme e che oggi è affidato ai nonni paterni. E che chiede di lei ogni giorno. Fino a quella data, Francesco aveva avuto la possibilità di vedere Lucia e di sentirla telefonicamente. Una volta al mese. Ma poi, in occasione della telefonata mensile alla comunità “La ginestra” di Manduria, dove si trovava da alcuni mesi, ha saputo che era stata trasferita. E che non potevano riferire dove si trovasse. Abbiamo raccontato la storia di Francesco e di Lucia in un’inchiesta pubblicata lo scorso 24 novembre, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Perché, infatti, è una storia di violenza, sotto molte forme. Anche di violenza fisica. Durante la sua permanenza presso un’altra comunità, “Villa Felice” di Racale, Lucia è stata vittima di un’aggressione: venne colpita alla pancia con un bastone riportandone un segno evidente. Francesco denunciò l’accaduto, i Nas effettuarono un sopralluogo appurando episodi di violenza affermando che fossero causati dalla “elevata conflittualità” tra Lucia e gli altri ospiti della struttura. La pm Carmen Ruggiero chiese dunque di archiviare il caso. Lucia v enne trasferita presso la comunità di Manduria. Qui potete leggere l’intera inchiesta: Francesco: ‘Aiutatemi a trovare Lucia' Lucia, una vita di violenze ‘Strana' per le sue felpe col cappuccio Da allora, poco è cambiato. Solo che Francesco è stato contattato dal Cim (centro igiene mentale) di Lecce e convocato per il 14 dicembre. Avrà un colloquio con l’equipe medica che segue Lucia, per essere aggiornato sul suo stato di salute e su come procede la terapia. Ma ancora non sa dove lei si trovi. E dubita che glielo diranno. “Intanto il bambino mi chiede dove sia sua madre – ci dice Francesco – ed io sono costretto a mentirgli raccontandogli che lavora fuori e non può essere con noi. Poi gli dico che dobbiamo avere pazienza e che prima o poi tornerà. Ma non ci credo nemmeno io”. Intanto, anche noi abbiamo contattato la comunità “La ginestra” di Manduria per chiedere di parlare con Lucia. Ci hanno risposto che non è più lì e che è stata trasferita. Ecco la risposta di Marcella Malagnino, direttora gestionale della cooperativa Sollevante, che gestisce la struttura: Gentile Direttore, la presente per informarla che non sono nella condizione di poter fornire tali informazioni sulla Sig.ra Lucia D’Alò, in passato ospite in una delle nostre Strutture; la sola cosa che posso comunicarLe è il Servizio Pubblico di riferimento della Sig.ra, il CSM di Lecce. Se lo ritiene necessario si rivolga a loro per le informazioni che desidera. Cordiali Saluti. Articolo correlato: Villa Felice: ‘Rimuovete l'inchiesta su Lucia D'Alò'

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