Associazione Centro storico: ‘E’ un’ecatombe’

Lecce. Valerio Guacci, presidente del sodalizio, assiste alla graduale ‘resa’ delle piccole attività leccesi. “Se si sostiene l’artigiano artistico – dice – l’economia verrà da sé”

LECCE – “Quando l’associazione si è costituita, nel 1997, contava 49 iscritti. Siamo rimasti in 20”. Valerio Guacci, presidente dell’associazione “Centro storico” di Lecce ha un modo di fare pacato e gentile. Gestisce il negozio “Guacci bottega del regalo”, a Lecce. Un’attività che ha 88 anni di vita e che Valerio, oggi 50enne, ha ereditato dal padre, che a sua volta l’aveva avuta dal suo. Valerio è molto critico nei confronti della programmazione culturale leccese. “Non si lavora in prospettiva – dice – ed ogni intervento sembra improvvisato. Inoltre, non si guarda neppure alla qualità della proposta”. In questo quadro di disillusione, non è sorpreso più di tanto dalla scarsa attenzione rivolta dalle istituzioni al settore dell’artigianato artistico. Lui, pittore e maestro d’arte dal 1981, la sua strada l’ha trovata ed è fuori dal Salento. “Qui non ho mai esposto perché non ce ne sono le condizioni; inoltre la scena è occupata dai soliti nomi che gestiscono il monopolio della cultura. Preferisco andare fuori, dove la mentalità è diversa”. Valerio se la prende anche con la burocrazia, “troppo lenta e complessa”. E proprio una semplificazione delle pratiche aveva chiesto, con la proposta di legge presentata nel 2009 in Regione. Non particolari agevolazioni, ma un censimento delle attività artigianali-artistiche e dei locali antichi (come il suo, che fatto storia da tre generazioni) presenti sul territorio, per avere almeno la consapevolezza del “fenomeno”. “Continuare ad accomunare l’artigianato artistico all’artigianato in generale – dice – non può che nuocere ad entrambi i settori, che invece andrebbero separati. Solo così i problemi di ogni comparto potrebbe essere affrontati in maniera efficace”. Valerio, che cosa non va bene della legge approvata in Regione? “Che parte dalla fine, dal risvolto economico. Altrettanto fa la proposta di legge in attesa di discussione in Commissione. Non si può parlare di tutela dell’artigianato e poi guardare, come prima cosa, alle ricadute economiche. Se si vogliono prendere provvedimenti per agevolare le botteghe ed i locali storici, lo si faccia e basta, prevedendo sgravi, aiuti su più fronti. La ricaduta economica verrà da sé, perché le ‘riforma’ genererà turismo, cultura, interesse. Ma se per poter accedere agli aiuti mi vengono chieste delle condizioni che, già in partenza, non mi posso permettere, allora sono tagliato fuori ancora prima di aver iniziato a contribuire alle rinascita dl territorio”.

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