Primarie del Pd. Bellanova: ‘Si pensi ai contenuti’

 

Roma. La deputata del Partito democratico invita ad una campagna elettorale eticamente corretta che riparta dagli “argomenti”

ROMA – Prima è stato Walter Veltroni a dichiarare alla trasmissione “Che tempo che fa” di Fabio Fazio la sua “fuoriuscita” dal Parlamento. Una mossa che ha spiazzato un po’ tutti, creando imbarazzo all’interno del partito e addirittura, per sua stessa ammissione, a Massimo D’Alema. Poi è stato quest’ultimo ad annunciare al programma “Otto e ½” la sua intenzione di non ricandidarsi qualora Pierluigi Bersani vincesse le Primarie, precisando però che in caso di successo di Matteo Renzi, “ci sarà un duro scontro politico con scenari del tutto imprevedibili”. Due ritiri, quindi, “eccellenti” ma di portata e significato completamente diverso. Il primo, quello dell’ex sindaco di Roma, finalizzato probabilmente a mettere alle strette i vecchi compagni di partito, con cui negli ultimi anni, dopo l’elezione di Bersani alla segreteria, ha più polemizzato che costruito. Il secondo, quello di D’Alema, volto forse a svuotare la campagna per le primarie di Matteo Renzi del suo messaggio dominante, quello della rottamazione della vecchia classe dirigente del partito, colpevole di aver provocato solo danni al paese, e costringere quest’ultimo a parlare maggiormente dei contenuti e di ciò che vorrebbe realizzare in caso di vittoria. E proprio su quest’ultima possibile chiave di lettura, l’onorevole del Partito Democratico Teresa Bellanova afferma:” Renzi doveva già sentirsi moralmente e politicamente impegnato ad andare sui contenuti. Io spero che recuperi rapidamente questa dimensione della lotta politica perché altrimenti è la barbarie”. Onorevole, avendo sullo sfondo una bozza di legge elettorale alla “greca” finalizzata a favorire la Grande Coalizione non pensa che le primarie del centrosinistra del 25 novembre si riducano ad un semplice congresso del Pd? “Le primarie sono lo strumento per selezionare il candidato alla presidenza del Consiglio della coalizione di centrosinistra e quindi se c’è qualche candidato alle primarie che pensa di utilizzare gli strumenti della battaglia congressuale quel candidato deve assolutamente e velocemente ricredersi perché queste primarie sono utili nella misura in cui parliamo al paese della nostra proposta per governare l’Italia”. Ma se la prospettiva per il 2013 è un nuovo governo Monti non crede che queste primarie si svuotino di significato? “Se io oggi dovessi dare per scontato che anche in futuro ci sarà un governo Monti, a prescindere dal voto dei cittadini italiani, credo che saremmo di fronte alla resa della democrazia. Noi, intanto, abbiamo il dovere di avanzare una nostra proposta al Paese, abbiamo il diritto ed il dovere di combattere perché ci sia una legge che dia stabilità e governabilità al Paese e le alleanze, se alleanze si devono fare, dovranno essere il prodotto di un confronto politico non di una instabilità di governo determinata per legge”. Come giudica il passo indietro di Veltroni? E’ stato fatto per dare un segnale al paese o per mettere in difficoltà D’Alema? “Io credo che questa lettura, venuta da più parti, sia una lettura da gossip. Ritengo invece sia una scelta maturata dopo un’attenta riflessione e non dettata da dispetti di natura personale da parte di persone che hanno dedicato alla politica ed al paese la loro vita professionale”. Non ritiene invece che l’annuncio di D’Alema di non candidarsi sia stato fatto soprattutto per svuotare la campagna renziana del suo messaggio principale, quello della rottamazione, piuttosto che per dare un segnale di netta discontinuità con il passato? “Credo che Renzi stia portando avanti una campagna devastante, che assolutamente non condivido e che contrasto. Se Renzi ha delle proposte da avanzare al paese, anche molto diverse da quelle avanzate dagli altri candidati, forse dovrebbe cominciare a farlo, ma caratterizzare una campagna per le primarie, dove si deve scegliere il candidato presidente del Consiglio, con un attacco a figure istituzionali come Massimo d’Alema credo sia un grave errore, un vero e proprio decadimento della politica. Figure come D’Alema, se fanno un passo indietro, decidono di farlo per generosità, per togliere di mezzo un argomento che è assolutamente insulso, perché il confronto è tra Bersani, Renzi e gli altri che supereranno la soglia delle firme necessarie per competere alle Primarie e da parte di queste persone c’è il dovere di presentare al paese le loro ricette. Se l’azione di governo deve concretizzarsi nel solo obiettivo di far fuori D’Alema credo che sia un messaggio minimale e assolutamente fuorviante. Non credo che i cittadini italiani per uscire dalla crisi abbiano bisogno di una parola d’ordine di questo tipo. Quello che vogliono saper dalla politica è che cosa bisogna fare per risolvere i problemi. Invece ho la sensazione che da parte di Renzi, in questo caso, si voglia scaricare sulle persone un ulteriore messaggio negativo. Le persone che io incontro mi chiedono come si esce da questa crisi, come si può dare una risposta ai figlioli che stanno a casa dopo essersi laureati e magari aver fatto anche degli ulteriori passaggi di specializzazione, come dare un futuro, una prospettiva a questi soggetti. Non mi chiedono se questo o quell’altro rappresentante politico sarà candidato”. Quindi in un certo senso l’annuncio di D’Alema obbliga Renzi ad andare sui contenuti… “Renzi doveva già sentirsi moralmente e politicamente impegnato ad andare sui contenuti. Io spero che recuperi rapidamente questa dimensione della lotta politica perché altrimenti è la barbarie”. Non crede che con una vittoria di Renzi, il Partito Democratico possa andare verso una deriva personalistica? Non le ricorda, dal punto di vista della comunicazione politica, qualcuno che scese in campo nel 1994? “Guardi, ho più volte criticato il linguaggio di Renzi perché credo che ognuno di noi abbia il dovere di rendere esplicite ai cittadini le posizioni che assume anche su questo dibattito. Io nel congresso del partito ho sostenuto la candidatura di Bersani proprio perché, al di là della condivisione e dell’apprezzamento per la sua figura, lo stesso Bersani presentava un progetto che prevedeva la costruzione di un partito solido, radicato, capace di assumere impegni nei confronti dei cittadini. Le figure singole che promettono tutto ed il contrario di tutto possono solamente aumentare la devastazione che sta attraversando il nostro Paese. Io sono assolutamente contraria all’impostazione di Matteo Renzi anche perché credo che questo paese abbia bisogno di una politica che sappia includere, di messaggi di serenità e non di angoscia, di proposte e soluzioni e non di posizioni eticamente scorrette”.

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