Galliano, le molteplici anime della fisarmonica

Lecce. Al concerto di inaugurazione della 43esima Stagione della Camerata musicale salentina, il famoso musicista francese ha ipnotizzato la platea

di Fernando Greco LECCE – Le struggenti note della fisarmonica di Richard Galliano hanno incantato il pubblico leccese in occasione del concerto che ha inaugurato a Lecce la 43° Stagione della Camerata Musicale Salentina. Accompagnato dagli archi dell’Orchestra Sinfonica della Magna Grecia, sempre partecipi e precisi sotto la direzione di Giovanni Rinaldi, il famoso musicista francese ha ipnotizzato la platea del Politeama spaziando a tutto tondo in quattro secoli di creatività musicale, a partire da Bach fino alle sue proprie composizioni. // Galliano e Piazzolla Con Galliano la fisarmonica entra definitivamente nelle sale da concerto: dagli esordi con il jazz più puro e la collaborazione con musicisti del calibro di Chet Baker o Toots Thielemans, nel tempo il musicista si è discostato sempre più dal jazz verso la creazione di uno stile del tutto personale, identificabile nel suo disco “New Musette” del 1993. Interessante il parallelismo artistico tra Richard Galliano e il grande Astor Piazzolla. Mentre il musicista argentino era partito dalla musica d’Avanguardia per approdare, con la benedizione di Nadia Boulanger, al suo “Tango Nuevo”, ovvero uno stile del tutto originale che attinge a piene mani dal repertorio popolare sudamericano (“il fango di Buenos Aires”, per dirla con Piazzolla), Galliano parte dal jazz per approdare, seguendo i consigli dello stesso Piazzolla, alla sua “New Musette”, ancora un personalissimo stile musicale che fa riferimento alla Parigi dei bohèmiens, della java, dei bistrots. Le differenze tra i due si riscontrano anche nei relativi strumenti: rispetto al bandoneon di Piazzolla, il suono della fisarmonica di Galliano è sempre più languido, più “fin de siècle”, tanto che le composizioni di Piazzolla suonate da Galliano finiscono spesso per acquisire una “couleur” tipicamente francese. // Echi mediterranei e melodismi francesi Anche a Lecce la musica di Piazzolla ha mantenuto un posto d’onore nel cuore del fisarmonicista francese che con l’orchestra ha eseguito “Oblivion” e “Adios nonino”, rivelando appunto le due anime della sua musica, quella europea e quella sudamericana, evidenti anche in alcune sue composizioni personali eseguite a solo e nel suo suggestivo “Opale Concerto”, brano in tre tempi scritto per fisarmonica e orchestra che, dopo echi mediterranei evocati dal primo movimento e melodismi francesi riscontrabili nel secondo, nel terzo fa esplicito riferimento direttamente a Piazzolla e al suo Nuevo Tango. // Anacronisticamente moderno La vera sorpresa della serata è stata l’esecuzione del Concerto per violino e orchestra in La minore BWV 1041 di Johann Sebastian Bach appositamente trascritto per fisarmonica solista. Veniamo così all’anima più “accademica” di Galliano, che recentemente ha inciso per la prestigiosa casa Deutsche Grammophon un disco dedicato a Bach e uno a Nino Rota, a conferma del fatto che ogni artista, quando è veramente grande, sfugge a una generica quanto riduttiva catalogazione poiché la stessa musica è una e una sola, indipendentemente da generi ed epoche. Non per niente Robert Schumann, nelle sue argute “Regole di vita musicale”, cataloga la musica semplicemente come “bella” o “brutta”, senza ulteriori dettagli. L’appropriatezza estetica dell’impeccabile fisarmonica di Galliano alle prese con la partitura bachiana ha dimostrato non soltanto la perizia dell’esecutore, ma soprattutto la grandezza dell’autore: Bach, con le sue prodezze armoniche sempre attuali, si è rivelato per l’ennesima volta anacronisticamente moderno.

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